Bremer ha studiato Vlahovic, sapeva già cosa evitare contro di lui: “Se lo fa sono morto”

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Bremer è uno dei migliori difensori della nostra Serie A. Il centrale del Torino è tornato sul duello in campo con Vlahovic nel derby con la Juve. Ha rivelato l’unico modo in cui poteva metterlo in difficoltà il serbo.

La partita di Gleison Bremer nel derby di Torino contro la Juventus dello scorso 18 febbraio è forse stata una delle migliori giocate dal difensore brasiliano del Toro quest'anno in Serie A. Il baluardo della retroguardia granata è riuscito praticamente ad annientare Dusan Vlahovic per la seconda volta in questa stagione. Il serbo aveva già avuto grosse difficoltà nel riuscire a liberarsi della marcatura del difensore quando vestiva ancora la maglia della Fiorentina. Situazione che non è cambiata con i bianconeri. Nel derby Vlahovic è riuscito pochissime volte a rubare centimetri per scappare in contropiede ed evitare l'anticipo di Bremer.

Il difensore è stato infatti impeccabile sbarrando la strada al bomber della Juve. Nel corso di un'intervista rilasciata a DAZN, Bremer ha rivisto proprio un frangente della partita contro i bianconeri in cui riesce ad anticipare Vlahovic alla perfezione. Un rischio poiché in quella situazione di gioco la difesa era realmente scoperta, ma Bremer era sicuro di sé e ha spiegato perché sapeva che avrebbe sicuramente evitato a Vlahovic di prendere palla. Al difensore granata viene chiesto se questa sua sicurezza infondesse tanta fiducia anche ai compagni di squadra, come se lui non potesse sbagliare. "Questo è un errore che fanno loro perché tutti sbagliamo".

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Il giocatore però ritorna sull'immagine dell'anticipo a Vlahovic che gli viene mostrata e rivela cosa non avrebbe mai fatto contro di lui. Solo in quel modo, evitando al serbo un movimento specifico, sarebbe riuscito a non concedergli metri importanti verso la porta difesa da Sirigu: "Però dobbiamo conoscere l’avversario – spiega Bremer nel corso dell'intervista – Quindi se lui è veloce io non posso stargli sempre attaccato perché se lui mi fa un corto-lungo, sono morto".

Solo in questo modo Vlahovic avrebbe potuto metterlo in difficoltà, cosa che Allegri gli aveva spiegato prima della partita. ("Doveva portarlo a giro per il campo e non dargli punti di riferimento"). Bremer infatti è consapevole delle proprie potenzialità e chiude il discorso sottolineando il suo punto di forza che fa la differenza sugli altri attaccanti: "Se è uno lento e io sono più veloce allora gli sto sempre attaccato e posso restare subito sull’anticipo".

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