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Bergomi scoppia in lacrime in diretta ricordando Brehme: “Voleva venire a vedere Inter-Atletico”

L’ex difensore, oggi opinionista tv, si commuove nel ricordo del’ex terzino protagonista dello scudetto interista dei record e campione del mondo a Italia ’90. “Mi piace sottolineare quello che era dal punto di vista morale”.
A cura di Maurizio De Santis
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Beppe Bergomi è in lacrime. Non ha retto all'emozione del ricordo. La notizia della morte di Andreas Brehme a 63 anni per un arresto cardiaco lo ha sconvolto. "Avevo un rapporto speciale con lui, ci sentivamo minimo due volte al mese – dice l'ex difensore durante il collegamento a Sky Sport 24 -. L'ultima volta mi ha detto: Vengo a vedere Inter-Salernitana poi mi fermo anche per l'Atletico (Madrid, ndr)".

Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa improvvisa dell'ex calciatore tedesco, protagonista dello scudetto interista dei record e campione del mondo con la Germania a Italia '90. Questa sera, a San Siro, la squadra di Simone Inzaghi scenderà con una fascia nera al braccio per ricordare il "grande campione tedesco" (come annunciato dallo stesso club) che a poche ore dalla sfida di Champions aveva anche condiviso post sui social sull'incontro di Coppa della ‘sua' Inter.

Inter Trap è il nome della ‘stanza' social all'interno della quale tutti i giocatori di quell'avventura si scambiavano messaggi e si tenevano in contatto. Una sorta di spogliatoio in itinere, che travalica il tempo e le cose della vita, tenuto assieme da quel filo rosso di esperienze comuni nel bene e nel male.

"Era un compagno vero, un amico – prosegue Bergomi – nella nostra chat ci viene a mancare un amico speciale e una persona vera. Ho sentito diversi ex compagni: ci mancherà tanto".

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Il lato umano e quello sportivo, nelle parole dello ‘zio' si mescola tutto. Del resto, come fai a tenere separati i due aspetti se li hai vissuti personalmente, se hai avuto un contatto quotidiano grazie al quale hai apprezzato anzitutto l'uomo e, contestualmente, il compagno di squadra?

"Sotto l'aspetto tecnico, era un terzino sinistro che calciava con entrambi i piedi, anche i rigori. era un po' il nostro regista. Quando davi la palla a lui era come metterla in banca… Per la nostra Inter è stato un valore aggiunto. In tutte le classifiche dei migliori undici c'era Andy, sia della Germania sia dell'Inter. Anche dopo che andato via abbiamo mantenuto un ottimo rapporto anche con la sua famiglia. Tutto il gruppo della Grande Inter si è già sentito per ricordarlo".

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Giocatore unico, ma soprattutto è stata una persona straordinaria. È questo il dettaglio che Bergomi ricalca nel collegamento con lo studio di Sky. E quello che esprime non sono frasi di circostanza.

"Mi piace sottolineare quello che era dal punto di vista morale. Quando è arrivato, lui e Lothar uscivano dallo spogliatoio prima e andavano a calciare. Il rigorista è sempre stato Matthaus, poi è andato a tirare lui col destro e ci ha sorpreso a tutti. Aspettiamo di capire quando ci saranno i funerali".

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