Il braccio di ferro, il video-messaggio e la marcia indietro. Lionel Messi resta al Barcellona, ha spiegato le motivazioni della sua decisione nell'intervista durante la quale ha toccato tutti gli aspetti della vicenda: non lascia la maglia blaugrana, non ha intenzione d'intraprendere una battaglia legale (nonostante sia convinto di avere ragione sulla possibilità di far valere la clausola risolutiva unilaterale) né di mancare di rispetto ai tifosi ma la sua esperienza in Catalogna la considera finita. "Non c'è un progetto, non c'è niente" è la frase scandita con decisione che conferma il dissenso con l'attuale gestione di Josep Bartomeu e si aggiunge a quanto sta accadendo nel club, compresa l'inchiesta per corruzione che ha coinvolto i vertici.

Lunedì pomeriggio il dieci sudamericano tornerà ad allenarsi. Alle 17.30 sarà presente nel centro sportivo e avrà un faccia a faccia con il neo-allenatore Koeman dopo il rifiuto a sottoporsi ai test medici e, contestualmente, di rispondere alla convocazione per la ripresa del lavoro. Il tecnico olandese – secondo le ultime notizie rilanciate dal quotidiano catalano Sport – cercherà una mediazione e, soprattutto, di capire quali sono le reali intenzioni del campione.

Davvero il sei volte Pallone d'Oro ha maturato la certezza di voler andar via? Davvero non c'è più margine per recuperare un rapporto sfilacciato? Tra le varie ipotesi sul tavolo a corredo della crisi in casa blaugrana ce n'è un'altra che pure è destinata a fare rumore: Messi potrebbe abbandonare la fascia di capitano. Fare un passo indietro e cederla a uno tra BusquetsPiqué e Sergi Roberto. È l'ultima novità attesa che – dovesse trovare conferme – alimenterebbe ulteriori perplessità sul futuro e sulla permanenza della Pulce a Barcellona. Da gennaio 2021, infatti, considerata la scadenza contrattuale a giugno e il mancato rinnovo, è libero già di accordarsi con un nuovo club. Ciak, si gira. La telenovela non è ancora finita.