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Argentina, l’FBI accende i riflettori sull’AFA: indagine sui flussi di denaro negli Stati Uniti

La FBI sta verificando presunte irregolarità nelle operazioni finanziarie dell’AFA negli Stati Uniti: sotto la lente i rapporti con una società che avrebbe gestito centinaia di milioni di dollari provenienti da sponsorizzazioni e accordi commerciali.
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La Federazione calcistica argentina (AFA) è finita nel mirino dell’FBI. Secondo quanto riferito dal quotidiano argentino La Nación, le autorità statunitensi avrebbero avviato un’indagine sulle attività finanziarie dell’organizzazione negli Stati Uniti, con l’obiettivo di verificare eventuali irregolarità legate a ipotesi di riciclaggio di denaro o frode bancaria.

Gli accertamenti riguarderebbero in particolare i rapporti tra l’AFA, guidata da Claudio Tapia dal 2017, e la società TourProdEnter LLC, incaricata della gestione degli incassi derivanti dagli accordi commerciali stipulati dalla federazione con sponsor e partner.

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Sempre secondo La Nación, attraverso questa società sarebbero transitati circa 230 milioni di euro riconducibili alle attività dell’AFA. Una parte di questi fondi, però, sarebbe stata destinata a società e beneficiari per i quali non sarebbe emersa una chiara motivazione economica dalla documentazione analizzata.

FBI indaga sui conti dell’AFA: sotto esame i movimenti finanziari negli Stati Uniti

L’indagine avrebbe inoltre acceso i riflettori su alcuni trasferimenti di denaro effettuati verso aziende collegate al tesoriere della federazione argentina e a membri della sua famiglia. Alcuni dei soggetti coinvolti risulterebbero legati a persone che percepiscono sussidi statali e che risiedono tra Bariloche e Buenos Aires.

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In precedenza, un’inchiesta pubblicata sempre da La Nación aveva evidenziato il ruolo centrale della TourProdEnter LLC nella gestione degli introiti internazionali dell’AFA. La società avrebbe infatti incassato il 30% dei ricavi esteri della federazione, al netto delle tasse, negli ultimi quattro anni, movimentando centinaia di milioni di dollari derivanti soprattutto dagli accordi di sponsorizzazione con marchi come Adidas e Warner.

Al momento non sono state rese note conclusioni ufficiali da parte delle autorità americane e l’indagine resta nella fase di raccolta delle informazioni.

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