Alta tensione tra Egitto e polizia americana a Dallas: rissa sfiorata per colpa di un selfie

La vigilia di Australia-Egitto, sedicesimo di finale in programma questa sera alle 20:00 italiane è stata circondata da un'aria di tensione pura che si è respirata attorno alla Nazionale nordafricana quando la polizia di Dallas, città dove si disputa il match è intervenuta duramente con lo staff dei "Faraoni" provando a vietare ad un giovanissimo tifoso di potersi scattare un selfie con i propri beniamini: attimi di pura tensione, divenuti virali attraverso i video diffusi sui social di fronte ai quali è ripartita la polemica sui comportamenti da parte degli addetti americani alla sicurezza, già evidenziatasi in perquisizioni e controlli asfissianti che non hanno risparmiato nessuno. E ora, sotto la lente di ingrandimento per un atteggiamento considerato ben oltre i limiti consentiti.
Cos'è successo nella Hall dell'Hotel dell'Egitto: la rissa sfiorata con la polizia
Il dibattito si è scatenato di fronte ad un video e alla conseguente denuncia da parte dell'entourage della nazionale egiziana a margine di quanto accaduto a Dallas dove protagonisti sono stati un agente di polizia locale e Ibrahim Hassan, una leggenda del calcio egiziano e attualmente team manager, nonché fratello gemello del CT, Hossam Hassan. La delegazione nordafricana è arrivata a Dallas nella giornata di giovedì 2 luglio, per prepararsi ad affrontare l'Australia nei sedicesimi di finale, ma la tensione ha avuto quasi subito il sopravvento nella Hall dell'Hotel scelto per prepararsi alla partita, degenerando in una mini rissa, tra spintoni, urla e intimidazioni.
Le immagini mostrano uno dei miti della nazionale egiziana, Mahmoud "Trezeguet" Hassan che si ferma, sorridente alla richiesta di un bambino per i classici selfie, prendendogli il cellulare e posando. All'improvviso, i disordini: un agente della polizia di Dallas si avvicina da dietro pronto a vietare al giovane tifoso di scattare la foto, con Ibrahim Hassan che prova a fermarlo. L'agente reagisce in modo rude, urlando ripetutamente; "Indietro, indietro !". Da quel momento in poi, inizia la colluttazione: i due continuano a insultarsi e a spintonarsi tra la sorpresa e il timore dei presenti che il tutto possa degenerare in peggio. Pochi secondi di pura e altissima tensione, che coinvolgono anche le altre persone presenti fino a riuscire a sedare gli animi e a riportare la calma.
L'episodio di Dallas: la tensione tra Egitto e polizia e le fake news
Una scena però divenuta virale, a testimonianza delle tantissime lamentele sull'accoglienza negli Stati Uniti riservata a diverse Nazionali che hanno lamentato la rudezza e l'intransigenza delle forze dell'ordine americane spesso autori di controlli al limite. E che ha generato un dibattito sul web non privo delle classiche fake news, atte ad aumentare inutilmente il clima di tensione generale, come le false dichiarazioni attribuite allo stesso Hibraim Hassan, circolate negli istanti successivi alla diffusione della notizia. Il team manager egiziano non ha mai dichiarato che il poliziotto abbia strappato il telefonino dalle mani del ragazzino così come non ha mai invitato lo stesso e la sua famiglia gratuitamente allo stadio o decidendo di risarcirlo del danno. Restano le dichiarazioni, queste sì verificate, vicine all'EFA, la Federcalcio egiziana, che ha derubricato il caso come un semplice momento di tensione, "una tensione verbale rientrata quasi subito".
Ora, il pensiero va alla partita in programma all'AT&T di Arlington: l'Egitto si è qualificato per il secondo turno di un Mondiale per la prima volta nella sua storia e affronterà l'Australia, anch'essa ad un passo da un risultato epocale. La vincente avrà l'onore di sfidare molto probabilmente i campioni in carica dell'Argentina, che sfideranno il piccolo Capo Verde in vista degli ottavi di finale.