Milan a quota 16 rigori in campionato, la metà dei quali segnata da Franck Kessié divenuto lo specialista dal dischetto (8 centri su 9 tiri dagli undici metri, l'unico errore risale alla gara di andata contro la Viola). Crotone, Fiorentina (ne sbagliò uno ma realizzò il secondo nello stesso match), Sampdoria, Benevento, Torino, Bologna, Roma e Udinese è la sequenza delle conclusioni mandate a bersaglio dall'ivoriano che ha spodestato anche Ibrahimovic (lo svedese, invece, sembra avere un problema dagli undici metri). "I rigori non sono facili da calciare – ha ammesso l'ex Atalanta a Dazn, nel dopo gara -. Quando arrivi sul dischetto hai due scelte: non devi provare paura o incertezza, altrimenti sbaglierai. E io non avevo paura e ho segnato".

Milan vicino al record della Lazio della scorsa stagione

La moviola dell'episodio che s'è rivelato decisivo per il risultato (i rossoneri hanno conquistato il pareggio al 96°) dimostra che la decisione da parte dell'arbitro Massa è corretta, come la maggior parte dei penalty assegnati ai rossoneri in stagione. Ne mancano un paio per portare l'asticella a 18, eguagliando il record della Lazio che risale all'anno scorso e quello che appartiene al ‘diavolo' stesso tornando indietro nel tempo al torneo 1950/1951.

Perché il rigore dato ai rossoneri al 96° è giusto

La freddezza e la determinazione del direttore di gara sono state tali da non avere bisogno dell'intervento del Var per verificare la dinamica dell'azione e concedere il tiro dal dischetto. L'episodio chiave capita in pieno recupero, all'ultimo assalto del Milan alla ricerca del pareggio. C'è un cross nell'area dell'Udinese, Stryger Larsen salta più in alto ma non arriva a colpire la palla di testa. La prende con un braccio (il sinistro), lamentando una presunta irregolarità commessa da Leao (leggera spinta). Per l'arbitro Massa nulla c'è da verificare al riguardo e fischia il calcio di rigore. Musso resterà spiazzato dalla conclusione di Kessié