Advocaat si dimette da CT del Curacao a 4 mesi dai Mondiali: motivi legati alla salute di sua figlia

Dick Advocaat si dimette con effetto immediato dall'incarico di allenatore della nazionale di Curacao per motivi di famiglia. Alla base di questa decisione, secondo quanto rivela ESPN, ci sarebbero motivi legati alla salute di sua figlia. Fred Rutten assumerà l'incarico al suo posto e guiderà la Blue Wave ai prossimi Mondiali. Di fatto il tecnico olandese è stato protagonista della prima storica qualificazione ai Mondiali di Curacao.
"Ho sempre detto che la famiglia viene prima del calcio – ha dichiarato l'allenatore -. Questa è quindi una decisione naturale. Ma questo non cambia il fatto che mi mancheranno moltissimo Curacao, la gente del posto e i miei colleghi. Considero la qualificazione del Paese più piccolo del mondo per la Coppa del Mondo uno dei momenti più importanti della mia carriera. Sono orgoglioso dei miei giocatori, dello staff e dei membri del consiglio di amministrazione che hanno creduto in noi".

In seguito alla sua decisione, anche il suo braccio destro e confidente, Cor Pot, ha deciso di dimettersi. Anche il medico della squadra, Casper van Eyck, si dimetterà per supportare la famiglia Advocaat nei Paesi Bassi nelle prossime settimane. Il resto dello staff tecnico rimarrà. Gilbert Martina, presidente della Federazione, è rimasto profondamente commosso quando Advocaat ha annunciato la sua decisione. "Una decisione che dobbiamo solo rispettare. Dick ha fatto la storia con la nazionale di calcio. Curacao gli sarà sempre grata".
Attorno alla vicenda della figlia di Advocaat, come giusto che sia, c'è sempre stato profondo rispetto. Nessuno ha fatto trapelare mai ulteriori informazioni sulla vicenda ma già a novembre scorso Advocaat non era stato in panchina nella decisiva gara di qualificazione contro la Giamaica a Kingston terminata 0-0 che sancì la qualificazione ai Mondiali di Curacao. Già in quei mesi dunque la situazione sarebbe stata complicata ma nessuno per rispetto di Advocaat e della sua famiglia aveva mai fatto trapelare nulla.