Warriors eliminati, coach Kerr a Steph Curry e Draymond Green: “Vi amo da morire, non so cosa succederà”

La dinastia dei Golden State Warriors potrebbe essersi chiusa definitivamente stanotte, con la sconfitta nel mini torneo play-in per mano dei Phoenix Suns. Un 111-96 mai in discussione (al primo timeout il punteggio era già di 33-15), che dà alla squadra dell'Arizona l'accesso ai playoff, dove affronteranno al primo turno i favoritissimi campioni in carica degli Oklahoma City Thunder.
Le bellissime parole di coach Steve Kerr a Steph Curry e Draymond Green: finisce l'era dei Warriors
Quello che resta dei Warriors che furono (tre in titoli in quattro anni, 2015, 2017 e 2018, e ancora un altro anello nel 2022) si è riunito a bordo campo in un momento toccante, quando mancava poco più di un minuto alla fine e la partita era ormai andata: coach Steve Kerr ha detto poche bellissime parole a Steph Curry e Draymond Green, gli ultimi rimasti di quella straordinaria squadra che ha segnato un'epoca del basket NBA.
"Non so cosa succederà, ma vi amo da morire. Grazie", ha detto il 60enne allenatore, che poi ha abbracciato entrambi i giocatori che allena dal 2014 (da allora il record della squadra con loro tre è stato di 558 vittorie e 217 sconfitte, con una mostruosa percentuale di vittorie del 72%). Parole il cui senso va chiaramente oltre la fine deludente (e prevedibile, dopo il grave infortunio di Jimmy Butler) di questa stagione, in cui i Warriors non avevano realisticamente alcuna chance. Ora inizia un'estate in cui dovranno essere prese decisioni importanti, che potrebbero essere molto dolorose.
Golden State da rifondare, Kerr e Green potrebbero lasciare
Stephen Curry ha 38 anni (è l'unico che appare tuttora intoccabile, peraltro dopo l'ennesima stagione di alto livello fino all'infortunio), Draymond Green ne ha 36 (ha un'opzione lato giocatore per il prossimo anno e se la eserciterà potrebbe essere scambiato). Il contratto di Steve Kerr è appena scaduto. I Warriors dunque potrebbero avere un aspetto molto diverso quando inizierà la stagione 2026/27, seppellendo definitivamente le vestigia della squadra più vincente degli ultimi dieci anni della NBA.
Nel dopo partita, Kerr ha apertamente parlato della possibilità che Golden State decida di cambiare allenatore per aprire un nuovo ciclo: "Mi prenderò una o due settimane e poi alla fine mi siederò a parlare con la proprietà. Abbiamo sempre avuto un grande rapporto e una grande collaborazione, vedremo dove sono loro e gli dirò dove sono io. Parleremo di cosa succederà ai Warriors, qual è il piano, e arriveremo a una decisione condivisa su cosa fare. Non so cosa succederà".
"Amo ancora allenare, ma lo capisco. Questi lavori hanno tutti una data di scadenza. C'è un ciclo che si esaurisce e a volte è il momento di sangue nuovo, idee nuove e tutto il resto. Se è questo il caso, allora sarò solo grato per l'opportunità più incredibile che una persona possa avere: allenare davanti ai nostri tifosi nella Baia, allenare Steph Curry, allenare Dray, tutto il gruppo. Può continuare, può non continuare. Al momento non lo so".