In attesa che riparta l'NBA, fermata anche lei dal Covid e rinviata al prossimo 31 luglio, da Belgrado rimbalza una notizia che torna ad agitare il mondo della palla a spicchi americano. A pochi giorni dalla sua presenza ad un incontro di esibizione a Belgrado, Nikola Jokic è infatti risultato positivo dopo aver svolto i test per il Coronavirus. Il giocatore dei Denver Nuggets, che attualmente si trova ancora in Serbia, avrebbe contratto il virus dopo aver frequentato da vicino i connazionali Nikola Jankovic e Nole Djokovic: entrambi risultati positivi a recenti tamponi.

La positività del coach di Denver

Il centro di Denver, che prima del lockdown aveva trascinato i suoi con una media di 20,2 punti, 10,2 rimbalzi e 6,9 assist a partita, secondo le ultime notizie risulterebbe asintomatico e dovrebbe rientrare negli States nei prossimi giorni. Per il giocatore pare sia stata fatale l'uscita in pubblico dello scorso 11 giugno, insieme all'amico Djokovic, quando visibilmente dimagrito si era seduto di fianco al numero uno del tennis rispondendo alle domande dei giornalisti e abbracciando chiunque senza nessuna forma di precauzione. Per i Nuggets, terzi nella Western Conference dietro ai Lakers e ai Clippers, si tratta del secondo positivo al Covid dopo il coach Michael Malone.

Le scuse di Djokovic

Qualche ora prima della notizia della positività di Nikola Jokic, è intanto arrivato il messaggio con cui Nole Djokovic si è scusato con gli organizzatori dell'Adria Tour e con i suoi tifosi: "Mi scuso profondamente con tutti e spero di non aver causato nessun problema di salute alle persone che hanno preso parte all'evento". Il numero uno dell'ATP, contagiato insieme alla moglie Jelena, ha confermato che passerà i prossimi 14 giorni in quarantena prima di effettuare altri test ed eventualmente riprendere l'attività agonistica.