Il basket NBA scopre la violenza dei tifosi come nel calcio: sostenitori di San Antonio picchiati a New York

Scene così violente sono davvero inusuali per il basket NBA, e in generale per gli sport professionistici americani, richiamando piuttosto le risse bestiali cui purtroppo spesso si assiste tra gli ultras del calcio. A New York, dopo gara 3 delle Finali NBA perse dai Knicks (che ora sono in vantaggio 2-1 nella serie) contro i San Antonio Spurs, si sono verificati incidenti gravissimi, che hanno portato a 21 arresti (alcuni per disordini, uno per aggressione a un poliziotto), con 5 agenti feriti da bottiglie e oggetti lanciati.
Per le strade di Manhattan è andata in scena una vera e propria caccia all'uomo, avendo come obiettivo chiunque indossasse una canotta degli Spurs: alcuni video molto crudi documentano inseguimenti, aggressioni (una impressionante per violenza a un uomo con la maglia di Tim Duncan), canotte strappate di forza a chi le portava e calpestate (una di Wembanyama), oggetti lanciati e scontri con la polizia.
I tifosi degli Spurs, per lo più isolati e ovviamente in minoranza numerica, hanno provato a sottrarsi fuggendo: ha avuto la peggio un 39enne che è ricoverato in condizioni stabili dopo il pestaggio. Oltre alle aggressioni alle persone, ci sono state scene di vandalismo: macchine danneggiate, cartelli stradali usati come armi, tifosi dei Knicks saliti su mezzi della polizia. Le stelle delle due squadre, Victor Wembanyama per gli Spurs, Jalen Brunson e Karl-Anthony Towns per NY, hanno condannato fermamente la violenza: "Passione sì, ma rispetto".
Nonostante la gravità di quanto accaduto nelle strade tra i tifosi, un portavoce dei San Antonio Spurs ha tenuto a precisare che la squadra e lo staff tecnico non hanno subito alcun problema di sicurezza in albergo o durante i loro spostamenti ufficiali.
In passato la (rara) violenza NBA era quasi sempre circoscritta dentro il palazzetto, spesso partendo dal campo con risse tra i giocatori. Quello che si è visto a New York dopo Gara 3 delle Finali, con scontri nati attorno a un maxischermo pubblico a Bryant Park, risse di strada a chilometri dal Madison Square Garden, aggressioni a passanti isolati, è un travaso di dinamiche da guerriglia urbana molto più vicine alla cultura degli hooligans del calcio.