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25 Settembre 2022
18:37

Tortu racconta lo stupore degli inglesi a Tokyo: “Ma come abbiamo fatto a perdere contro questi?”

Filippo Tortu è l’uomo il cui tuffo sul traguardo nella staffetta 4×100 alle Olimpiadi di Tokyo resterà per sempre nella storia dello sport italiano: “Tra di noi abbiamo dovuto continuare a ripetercelo: ‘È successo veramente’…”.
A cura di Paolo Fiorenza
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La stagione dell'atletica leggera è ormai finita dopo i campionati Europei di Monaco di Baviera e l'ultimo meeting della Diamond League. La rassegna continentale ha visto la rivincita per Marcell Jacobs e Filippo Tortu dopo la delusione dei Mondiali, in cui entrambi per motivi diversi non sono riusciti a dare all'Italia le stesse gioie delle indimenticabili Olimpiadi di Tokyo. Jacobs ha vinto l'oro nei 100, Tortu il bronzo nei 200, specialità cui si è dedicato dopo i Giochi dell'anno scorso.

Ma nonostante le nuove medaglie messe in bacheca, la carriera dei due velocisti azzurri resterà per sempre legata a quel magico agosto 2021, quando – oltre all'oro individuale di Jacobs – arrivò l'altro storico successo nella staffetta 4×100, qualcosa di così inatteso che crederci era davvero difficile per loro stessi: "Ho pianto tanto, perché ripenso a quello che ho sognato fin da bambino. Crescendo, ti rendi conto di quanto sia difficile. Mi ero quasi convinto che non sarebbe mai arrivata quella medaglia. E se guardavi i tempi, miei e della nostra staffetta, era piuttosto improbabile anche a Tokyo. Invece è successo, è successo veramente. Tra di noi abbiamo dovuto continuare a ripetercelo: ‘È successo veramente'…".

L’abbraccio tra Tortu e Jacobs dopo l’oro in staffetta a Tokyo
L’abbraccio tra Tortu e Jacobs dopo l’oro in staffetta a Tokyo

Ospite del Festival dello Sport di Trento organizzato dalla Gazzetta, il 24enne milanese di origini sarde cerca di far arrivare al pubblico le sue emozioni: "Io non sono uno che si commuove facilmente, eppure ripensando agli sguardi delle persone che mi vogliono bene, a mio padre soprattutto, ricominciavo a piangere sempre più forte. Il che mi ha fatto ricevere un sacco di prese in giro. Adesso qualsiasi cosa accada, gli altri tre mi chiedono: ‘Stai per piangere?'. L’anno scorso è andato tutto per il verso giusto, quest'anno tutto nel verso sbagliato – spiega Tortu pensando ai disastri della staffetta veloce sia a Monaco che Eugene, in entrambi i casi senza Jacobs – Ora si tratta di andare avanti. Il professor Di Mulo (responsabile del settore velocità della Nazionale di atletica, ndr) penso sia la persona più preparata al mondo, e infatti ha portato un gruppo molto eccentrico alla medaglia d'oro".

Insomma grande fiducia nel futuro, ma anche il ricordo destinato a durare per sempre di quel tuffo sul traguardo di Tokyo che ha consegnato l'ultimo frazionista Tortu alla storia dello sport italiano. Il milanese racconta lo shock degli inglesi arrivati secondi (medaglia poi tolta loro a causa della positività di uno del quartetto): "Quando hanno chiesto il peso a me e a Patta avevano una faccia come a dire: ma come abbiamo fatto a perdere contro questi due?". Semplicemente perché gli azzurri erano più forti di loro: è la legge dello sport.

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