video suggerito
video suggerito

Rachel Entrekin vince l’ultramaratona di 400 km dormendo solo 19 minuti in 56 ore: come è possibile

La 34enne Rachel Entrekin ha compiuto un’impresa mostruosa alla ‘Cocodona 250’, una ultramaratona di 400 chilometri che si svolge in Arizona in condizioni estreme, tra freddo e caldo: ha vinto la classifica assoluta, uomini inclusi, facendo segnare un tempo record. In 56 ore ha dormito solo 19 minuti, in tre pisolini.
A cura di Paolo Fiorenza
0 CONDIVISIONI
Immagine

Nella notte tra il 6 e il 7 maggio 2026 Rachel Entrekin ha riscritto la storia dell'ultrarunning. La 34enne dell'Alabama ha fatto qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima alla ‘Cocodona 250', una gara di ultratrail di 400 chilometri che si svolge in Arizona in condizioni estreme, tra freddo e caldo. Rachel ha vinto la classifica assoluta della prova, battendo non solo le altre concorrenti donne ma anche gli uomini. Inoltre ha polverizzato il record del percorso, tagliando il traguardo in 56 ore, 9 minuti e 48 secondi. Il tutto dormendo solo 19 minuti in oltre due giorni: una prestazione mostruosa.

L'impresa di Rachel Entrekin all'ultramaratona di 400 km: batte gli uomini e fa un record mostruoso

La ‘Cocodona 250′ si snoda per 253 miglia, pari a 407,2 km, con quasi 12mila metri di dislivello positivo (ovvero la somma di tutti i metri percorsi in salita, parliamo quindi di 12 km). Si passa attraverso deserto rovente di giorno e freddo di notte, in altitudine, percorrendo sentieri tecnici. La Entrekin ha chiuso al ritmo di 8 minuti e 17 secondi al km, inclusi soste veloci e brevissimi sonni.

È la prima donna nella storia della gara (alla sua quinta edizione) a salire sul gradino più alto in assoluto. Il precedente record stabilito (da un uomo) era di 58 ore e 47 minuti. Rachel lo ha abbassato di oltre 2 ore e mezza, togliendo ben 7 ore al suo tempo dello scorso anno (63h50').

Le ultratrail sono competizioni di corsa a piedi in ambiente naturale su distanze superiori alla maratona tradizionale, con dislivelli significativi e terreni impervi come sentieri, boschi e montagne. Sono sfide estreme che richiedono grande resistenza fisica e mentale. Per vincerle bisogna affrontare sfide che appaiono quasi impossibili, come lo è dormire appena 19 minuti in due giorni e 8 ore.

"Intorno al miglio 200, ho dormito per cinque minuti in un punto di ristoro – ha raccontato la Entrekit – Poi, dopo circa 230 miglia, ho fatto due pisolini di sette minuti a terra. E per quanto riguarda il cibo, ho mangiato un sacco di purè di patate. Il purè di patate è il migliore. Ci si stanca di masticare e non si ha voglia di sprecare energie extra per farlo".

Rachel si è inoltre rifornita lungo il percorso con molti gel energetici, dolci, riso e brodo, ed è stato persino in grado di effettuare uno sprint finale. È stata supportata lungo il percorso da una squadra di sei persone, tra cui i suoi genitori, e questa è stata la sua terza vittoria consecutiva, dopo i trionfi nelle gare femminili del 2024 e del 2025. Questa è di peso ovviamente maggiore, visto che ha chiuso davanti anche a tutti i concorrenti maschi facendo segnare anche il record.

Solo 19 minuti di sonno in 56 ore: il massimo dell'adattamento umano a uno sforzo estremo

Ma come è possibile dormire solo 19 minuti in 56 ore di sforzo estremo? Per Rachel Entrekin è il risultato di un adattamento feroce costruito in anni di gare estreme: il suo corpo e la sua mente hanno imparato a sfruttare micro-sonni di 5-7 minuti (i cosiddetti ‘dirt naps'), spesso direttamente per terra sul bordo del sentiero di gara, sufficienti a resettare parzialmente il cervello senza cadere nel torpore profondo.

Non è ovviamente qualcosa di sostenibile a lungo termine, ma per atleti d'élite come lei rappresenta il massimo dell'adattamento umano a uno sforzo estremo. È una combinazione di biologia, preparazione, strategia e resilienza mentale mostruosa. Grazie a una preparazione maniacale, a un team impeccabile che le ha tolto ogni preoccupazione logistica, a un'alimentazione perfetta e a una resilienza mentale fuori dal comune, Rachel ha fatto qualcosa che è molto vicino al limite, spostando il confine di cosa è possibile in uno degli sport più brutali che esistano.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views