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Nirmal Purja e tutta la sua spedizione morti per una valanga: tragedia a 6.000 metri sul Broad Peak

Immane tragedia a 6.000 metri sul Broad Peak in Pakistan: una intera spedizione di 10 componenti tra cui il notissimo alpinista Nirmal Purja sono morti, travolti da una valanga.
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La triste conferma è arrivata nelle prime ore del pomeriggio di sabato 1° agosto 2026: il celebre alpinista britannico-nepalese Nirmal Purja, dato per disperso da diversi giorni, è morto travolto da una valanga in Pakistan insieme a tutta la sua cordata composta da altre 9 persone. Il dramma si è consumato giovedì scorso sul Broad Peak, una delle quattordici vette oltre gli 8.000 metri. Al momento dell’impatto la cordata si trovava a circa 6.600 metri di quota, mentre tentava la salita.

La conferma ufficiale: tutti e 10 i componenti della spedizione sono morti

A dare l’annuncio definitivo è stata Elite Expedition, la società che aveva organizzato l’impresa, dopo il via libera delle autorità locali. Nel comunicato si legge: "È con immenso dolore che confermiamo la tragica scomparsa di Nirmal Purja, deceduto a seguito della valanga sul Broad Peak. Abbiamo inoltre ricevuto conferma che anche gli altri membri della spedizione non sono sopravvissuti".

Cosa si sa della tragedia: la valanga fatale a 6.000 metri

La valanga ha colpito giovedì la cordata di dieci alpinisti impegnata sull’ascesa del Broad Peak. Oltre a Nirmal Purja, 43 anni, il gruppo era composto da cinque nepalesi, un pakistano, un omanita, un americano e un alpinista cinese.
Il governo della regione del Gilgit-Baltistan, nel nord del Pakistan, ha fornito i primi dettagli dopo le indagini. L’operazione di soccorso, condotta dall’esercito pakistano insieme ad alpinisti e tecnici locali specializzati in alta quota, è partita già giovedì ma è stata fortemente ostacolata dal maltempo. Venerdì sera sono arrivati i primi riscontri drammatici: il ritrovamento di tre corpi, di un cittadino americano, un omanita e un nepalese, trasportati in elicottero in ospedale per l’identificazione formale. I dati dei dispositivi di localizzazione hanno indicato che gli alpinisti sono stati proiettati per diverse centinaia di metri lungo il pendio.

La zona dove è avvenuta la tragedia giovedì 30 luglio 2026
La zona dove è avvenuta la tragedia giovedì 30 luglio 2026

Fida Ali, l’unico a salvarsi per un caso fortuito: "Ho soccorso un altro alpinista"

L’unico superstite collegato alla spedizione è Fida Ali, alpinista di fiducia di Purja con cui collaborava dal 2023. Si è salvato soltanto perché aveva interrotto anticipatamente la salita: "Sono dovuto rientrare alla base per accompagnare un’alpinista russa esausta. Facevo parte della squadra iniziale: se non fosse successo sarei rimasto con loro e non sarei sopravvissuto". Il bilancio finale è quindi tragico: nessun sopravvissuto tra i dieci membri della cordata. Tra loro c’era Nirmal "Nims"Purja, il più famoso e conosciuto del gruppo, impegnato nella sua seconda salita del Broad Peak. Tra aprile e ottobre 2019 aveva già conquistato tutte le quattordici vette di 8.000 metri in sei mesi e sei giorni, stabilendo un record mondiale.

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