L’UFC alla Casa Bianca per gli 80 anni di Trump è puro caos: Hokit urla “Michelle Obama è un uomo”

Il più grande spettacolo dopo il big gong è andato in scena sul prato della Casa Bianca per celebrare il 250° anniversario degli Usa e gli 80 anni del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il maltempo non ha fermato lo show, sul prato della White House era tutto pronto a suggello dell'amicizia tra il tycoon e Dana White e del "MAGA fighting spirit": serviva solo che gli attori andassero in scena. E quando lo hanno fatto, è successo di tutto. Nel main event UFC Freedom Justin Gaethje ha rifatto i connotati a Ilia Topuria, costretto a ritirarsi col volto insanguinato e devastato dalle botte prese sul muso cedendo la cintura dei pesi leggeri. Il campione spagnolo-georgiano ha incassato la prima sconfitta della carriera professionistica, interrompendo una striscia perfetta di 17 vittorie consecutive. Mauricio Ruffy, uno dei fighter, le suona a Michael Chandler poi prende il microfono e fa la proposta di matrimonio alla fidanzata.
Ma il momento clou (se così si può dire…) è stato quando Josh Hokit, in preda all'estasi per aver messo ko Derrick Lewis, ha regalato la sua catena d'oro a Trump e chiesto un urlo di approvazione per l'uomo che ha "avuto le palle di mettere in piedi una roba del genere!". Mica s'è limitato a questo? Ha rivolto un attacco offensivo verso la ex first lady gridando "Michelle Obama è un uomo!". Come definire tutto questo? Intrattenimento da circo che se ne infischia del politically correct, simbolo di decadenza della Casa Bianca: è la versione di chi si ritrova sul fronte opposto alla visione fideistica del MAGA, convinto che Make America Grait Again si può ma nulla c'entri con quel che s'è visto nel giardino di casa del Presidente.
Momento epico all'insegna del patriottismo, dicono di rimando i sostenitori più fervidi del tycoon. Quelli che vedono Bruce Buffer fare da anfitrione in completo patriottico stellato e vanno in visibilio. Quelli che Zac Brown canta l'inno e sentono il sangue ribollire nelle vene al ritmo scandito dalla US Marine Band.
Manca ancora qualcosa, la ciliegina sulla torta di una serata di eccessi, tra knockout e nuovi campioni (tra cui il francese, Ciryl Gane, che ha strappato a Alex Pereira il titolo intermedio pesi massimi nelle MMA). La terra trema, il cielo sembra aprirsi in due, un boato s'ode all'improvviso e la testa va all'insù per ammirare i Blue Angels (della Marina) e i Thunderbirds (dell'Aeronautica), le leggendarie pattuglie acrobatiche degli Stati Uniti che durante l'esecuzione dell'inno nazionale volteggiano e incantano con le loro evoluzioni. Poi un potente B-1B Lancer con afterburners ha sorvolato basso la Casa Bianca accompagnato da un bagliore arancione ha illuminato la notte e dal rombo dei motori.