Italvolley, manca solo un titolo: Velasco cambia ancora la squadra per completare il Grande Slam
Le atlete della Nazionale femminile di volley stanno per iniziare gli Europei (21 agosto-6 settembre), un nuovo torneo che potrà ancora una volta testimoniare la loro eccezionalità. Oltre alla ricerca della vittoria poi c’è anche la variante-Velasco, per cui ogni momento di comunità è usato per rendere diversa e quindi migliore ogni atleta.
John Fitzgerald Kennedy ha davvero trasformato un'idea di America che rischiava e rischia (ora il peggio è ritornante) di ammorbare di illusioni violente tutto il mondo. L'ha trasformata con la sua idea di frontiera, alla base della quale galleggiava una concezione davvero nuova di cambiamento. "Cambiare è la regola della vita", diceva, perché restare dove si è arrivati non ti permette mai di ammirare lo stesso fantastico panorama visto la prima volta.
Perfettamente kennedyano in tante delle sue scelte, piccole o grandi che siano, è sicuramente Julio Velasco, il quale nella vita da allenatore ha sempre cercato e non solo gestito il cambiamento. Passare da allenatore di club alle Nazionali, passare da una squadra maschile a una femminile, passare da giocatori fenomenali a giovani, nel tentativo di creare altri fenomeni. Questi sono solo i cambiamenti principali che Velasco ha portato avanti nella sua carriera, ma per lui, come detto uomo innamorato delle trasformazioni, questo momento era davvero critico.
Come fai a cambiare una squadra campione olimpica e campione del mondo in carica? Come pensi di cambiare una squadra del genere senza avere la paura di rovinare un meccanismo quasi perfetto? Come pensi di dire alle tue atlete che bisogna cambiare tanto per poter pensare di vincere, proprio a loro che sono campionesse di tutto? In effetti solo gente come Velasco può fare una cosa del genere e l'Italia di volley femminile che giocherà questi Europei diffusi fra Turchia, Repubblica Ceca, Azerbaijan e Svezia dovrà restare la migliore del mondo cambiando tanto. Ecco la nuova frontiera.
Il primo grande cambiamento è subito, non cercato. Sostituire nel ruolo, le funzioni, la leadership e la grandezza Monica De Gennaro, il miglior libero del pianeta per almeno un decennio. Dovranno essere Eleonora Fersino e Ilaria Spirito a provarci, senza paura del confronto.
Il secondo è l'unico vero cambiamento in rosa rispetto ai due precedenti tornei vittoriosi, ovvero l’inserimento di due centrali molto diverse fra loro, Linda Nwakalor e Denise Meli e allo stesso tempo diverse dalla centrale che aveva accompagnato Fahr e Danesi nelle spedizioni olimpica e mondiale, Marina Lubian. Con loro Velasco può variare tanto il gioco al centro e creare ulteriori problemi alle avversarie.
La terza grande trasformazione ha riguardato l'intera estate del volley femminile italiano, ovvero la possibilità di usare Ekaterina Antropova come schiacciatrice e quindi schierarla insieme a Paola Egonu nel ruolo di opposto. La prima parte della VNL è stata giocata per pesare e pensare questa eventualità, cercando di capire quanto può adattarsi la nuova giocatrice dell'Eczacibasi al nuovo ruolo. Visti dall’esterno i risultati erano buoni, ma a un certo punto Velasco ha dichiarato chiuso l’esperimento. Sarà vero? Torneremo alla semplice staffetta con "arma di fine di mondo" Antropova a chiudere le partite oppure Velasco ha visto quello che doveva vedere e potrebbe ripresentare il doppio martello in partita? I cambiamenti portano con sé i punti interrogativi, altrimenti sarebbe troppo facile il viaggio.
L'ultimo vero cambiamento, che è anche la vera sfida per Velasco e questo gruppo, è avere ancora la fame di vincere gli Europei dopo aver vinto già Olimpiadi e Mondiali. La Nazionale italiana femminile di volley potrebbe diventare campione olimpica, mondiale ed europea in carica e in questo senso tenere alto il desiderio di farcela è il primo scoglio.
Come sarà questo Europeo? Inizieremo senza grandissime difficoltà in Svezia, affrontando le avversarie del girone D, Croazia, Montenegro, Svezia, Slovacchia e Francia, con scandinave e francesi di sicuro più ostiche delle altre, per affrontare poi una fase a eliminazione diretta molto lunga che va dagli ottavi alla possibile finale. Le avversarie vere sono la Turchia di Daniele Santarelli vincitrice della VNL e con la fase finale in casa, la Serbia, molto sottotono in VNL ma che crescerà con il rientro in forma delle sue big e poi due outsider che stanno crescendo, Paesi Bassi e Polonia.
Per farsi guidare nei cambiamenti ancora una volta richiesti, Julio Velasco ha regalato alle sue atlete due libri ciascuna da leggere durante il torneo. Le scelte ovviamente non sono casuali, sono anzi ad hoc su ogni carattere ma soprattutto hanno un filo rosso come ha ben individuato Angelo Carotenuto, ovvero quello di immedesimarsi nelle vite altrui, per cambiare rimanendo sé stesse. Questa sarà la sfida della vecchia-nuovissima Italia velaschiana, che alla fine del torneo potrebbe completare la frase di Kennedy, per il quale "Quelli che guardano solo al passato o al presente, certamente perderanno il futuro".