4 Febbraio 2021
12:20

Di Chirico a Fanpage: “Ho sfidato il Covid e battuto Buckley, ora sogno le Olimpiadi”

Il 31enne atleta di MMA, reduce dalla vittoria per ko contro Buckley nella categoria pesi medi della UFC, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni: “Spero che un giorno il CONI possa riconoscere questo sport e che l’MMA riesca ad arrivare alle Olimpiadi. Sarebbe bello vedere un italiano partecipare ai giochi e vincere”.
A cura di Alberto Pucci

Cresciuto con la passione del Football americano e della Roma, Alessio Di Chirico è oggi uno dei protagonisti azzurri della MMA: acronimo dietro al quale si riconoscono le arti marziali miste. Reduce dalla vittoria di Abu Dhabi contro l’americano Joaquin Buckley, ottenuta lo scorso 16 gennaio durante la UFC Fight Night (che tornerà su Dazn a partire dal 7 febbraio, con l'incontro tra Overeem e Volkov), il 31enne fighter capitolino  ha aperto virtualmente le porte della sua palestra a Fanpage.it per raccontarci della sua vittoria e dei suoi obiettivi.

"Il mio sport, come tutti quelli da combattimento, viene purtroppo considerato violento e per gente violenta – ha spiegato Di Chirico – Purtroppo non c’è moltissima cultura in Italia. Basta guardare come viene trattata anche la boxe, che quando passa in televisione finisce spesso in seconda serata. Non so quale sia il motivo e se siamo noi italiani un po' arretrati, però è un dato di fatto. Di certo in molti si sono fatti un’idea sbagliata di violenza".

Con Buckley hai vinto anche grazie ad un giusto atteggiamento mentale. Quanto conta nel tuo sport?
"Per me l’aspetto mentale conta più quello fisico. È il 60% del combattimento. Contro Buckley onestamente non mi aspettavo di vincere. Sognavo di farlo con un ko e così è andata. Ho saputo di affrontarlo solo un mese prima, perché non riuscivano a trovargli un avversario. Ero fermo da agosto ma ho accettato subito di affrontarlo. La preparazione non è stata facile e ho dovuto farla nonostante tutte le restrizioni legate al Covid".

Quanto conta per te questa vittoria?
"Conta moltissimo. Questo successo mi ha dato un’altra chance per arrivare in cima. Ne avevo avute altre nell’UFC che però non sono riuscito a capitalizzare, come ad esempio la vittoria con Bamgbose".

Quanto ha inciso la pandemia nella tua preparazione?
"E stato abbastanza difficile, mi sono potuto allenare a porte chiuse ma ho rischiato perché se fosse uscito un controllo avrei preso una multa, anche perché l’MMA non è uno sport riconosciuto dal CONI. Purtroppo questo acronimo per loro non ha nessun significato. Spero che un giorno il CONI possa riconoscere questo sport e che l’MMA riesca ad arrivare alle Olimpiadi".

Pensi ci siano le possibilità per vedere il tuo sport ai giochi olimpici?
"L’IMAF  (International Martial Arts Federation) sta lavorando molto e in maniera attiva per questo risultato. Mi auguro che il CIO prima o poi riconosca questo sport. Sarebbe bello vedere un italiano partecipare alle Olimpiadi e vincere".

Baratteresti una tua presenza alle Olimpiadi per uno scudetto della tua Roma?
"È una bella battaglia, però dai… diciamo di sì".

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
"Voglio capitalizzare al massimo questa vittoria, fare il più possibile, affrontare e battere tutti tutti gli avversari più forti che mi capitano davanti. Sono sicuro che il mio manager sarà in grado di capitalizzare al massimo questo successo".

Che consiglio vuoi dare ai ragazzi che vogliono cominciare a combattere?
"Vorrei dire a loro di tenere duro. Oggi non è facile e se mi fossi trovato ad inizio carriera in questa situazione forse non sarei riuscito ad arrivare dove sono arrivato. A causa del Covid siamo stati fermi per mesi. Ci sono atleti fermi da un anno e mezzo, che non sono riusciti a debuttare e che sono costretti ad aspettare fino al 2022 per farlo. A chi vuole cominciare suggerisco di informarsi e di andare in una palestra certificata dalla FIGGMA (Federazione Italiana Grappling Mixed Martial Arts). E poi di cancellare i social. Purtroppo c’è la tendenza, tra le nuove leve, a combattere per poi pubblicare sui social piuttosto che utilizzare questo mezzo per promuovere la loro attività. Questo sport è bello e divertente. Non ti stufi mai. Mi dico sempre, prima di ogni incontro, che continuerò a praticarlo per tutta la vita. Almeno finché il mio corpo me lo permetterà".

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