Armstrong, il doping e poi le lacrime: “Ho confessato per i miei figli”

L'orgoglio e poi le lacrime. La commozione di Lance Armstrong quando parla dell'affetto della famiglia riempie il set nella seconda parte dell'intervista – verità con Oprah Winfrey. E con la voce interrotta dal pianto racconta il dialogo con i suoi cari: "Ascoltate, ci sono tante domande sul fatto che vostro padre abbia usato il doping. Ho sempre negato, mi sono sempre difeso, ho sempre dato battaglia. Lo avete visto con i vostri occhi. E’ il motivo per cui avete fiducia in me. Ecco, non difendetemi più. Luke mi ha risposto: Ti voglio bene, sei mio padre. Questo non cambierà niente".
Il ruolo di Kristin. Dall'innocenza del ragazzino alla complicità (presunta) della consorte. L'ex moglie Kristin credeva nell'onesta e nella verità e lui le aveva promesso nel 2009 che ogni altra gara sarebbe stata pulita. Ma almeno uno dei ciclisti che hanno testimoniato contro l'ex campione ha rivelato che la donna era una complice e che passava alla squadra pasticche di cortisone.
Condanna a morte. "Voglio tornare alle gare. Il bando a vita é una condanna a morte". Così ha definito la sua squalifica a vita. Un castigo durissimo, insopportabile per l'ex asso del tour de France: "E' una delle ragioni per cui ho deciso di ammettere il doping".
Il momento più umiliante. "Quando mi sono dimesso dalla fondazione Livestrong". L'addio all'associazione per la ricerca sul cancro è stato uno choc. "Mi auguro possa continuare a prosperare anche senza di me. Io devo continuare ad affrontare i miei demoni".
Bugie in tv. Armstrong ha ammesso di non aver mai fatto ricorso al doping dopo il 2005, ma investigatori al lavoro sul suo dossier hanno rivelato alla AbcNews che nel 2009 le sue analisi del sangue mostravano manipolazioni consistenti per aver ricevuto due trasfusioni. L'ex campione potrebbe aver mentito per proteggersi da incriminazioni penali. Il doping fino al 2005 è caduto in prescrizione per la magistratura americana.