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Perché Can Yaman ha detto addio a Viola come il mare: “Tempi di produzione troppo lenti, sono andato avanti”

Can Yaman ha rotto il silenzio sull’addio alla serie Viola come il mare. L’attore ha spiegato la vera motivazione che lo ha spinto a rinunciare alla fiction di Canale5 con Francesca Chillemi.
Can Yaman e Francesca Chillemi nella serie Viola come il mare
Can Yaman e Francesca Chillemi nella serie Viola come il mare

Can Yaman ha lasciato la serie Viola come il mare in cui interpretava l'Ispettore Capo di Polizia Francesco Demir. Un bel problema da risolvere anche per gli sceneggiatori, dato che la seconda stagione si concludeva con un bacio tra Demir e Viola Vitale, personaggio interpretato da Francesca Chillemi. Ma alla fine si è trovata la quadra. L'attore è stato sostituito con il collega Rodrigo Guirao che interpreterà un nuovo personaggio: Massimo Paternò. In un'intervista, Can Yaman ha spiegato il motivo che lo ha spinto a lasciare il progetto targato Lux Vide.

Perché Can Yaman ha lasciato Viola come il mare

Can Yaman, reduce dal successo di Sandokan, è già impegnato in tanti nuovi progetti. In un'intervista rilasciata a SuperGuida Tv ha chiarito perché ha detto addio alla serie Viola come il mare. I noti dissapori con Francesca Chillemi, a quanto pare, non c'entrano. La sua uscita di scena è legata ai tempi di produzione italiani: "La seconda stagione di Viola come il mare dopo due anni e in sei anni giri tre stagioni. Per i turchi questi tempi sono ridicoli perché quello che voi fate in sei anni, noi lo facciamo in quattro mesi". Quindi ha spiegato che proprio questo è il motivo che lo ha spinto a lasciarsi alle spalle quel progetto: "Dopo un anno tu annunci che lo farai e dopo un anno dovevi fare già il contratto. Io sono andato avanti, dovevo aspettare te che decidessi?”.

Serie TV, la differenza tra i tempi di produzione turchi e italiani

Viola come il mare, Can Yaman nel ruolo di Francesco Demir
Viola come il mare, Can Yaman nel ruolo di Francesco Demir

Insomma, dal suo punto di vista, il ragionamento non fa una piega. Non sempre un attore, soprattutto se riceve tante proposte, può fermare la sua carriera in attesa di ottenere l'ok per realizzare una nuova stagione di una serie che lo vede protagonista. Can Yaman ha spiegato questo meccanismo anche sul settimanale Chi, precisando che la sua è solo un'osservazione. Non intende criticare come funzionano le cose in Italia.

In Turchia girano 150 minuti di una serie ogni sei giorni. Inoltre, si tende a produrre anche 150 puntate di seguito, per poi dividerle in tre parti e fornire a chi la compra più stagioni. Ecco perché è anche un prodotto che conviene acquistare: "Quello che fate in sei anni, noi in Turchia lo facciamo in quattro mesi". E ha evidenziato una pratica che gli addetti ai lavori conoscono bene: "In Italia quando si gira una serie, aspettano che abbia successo, dopo ci sono tante teste che devono decidere che cosa fare. Non è facile per gli attori, magari nel frattempo hanno firmato con altre produzioni o preso altri impegni".

Come dargli torto? In Italia, in effetti, si attende che vada in onda una serie, si valutano i risultati – in particolare quelli del finale di stagione – poi si attende pazientemente che Rai o Mediaset decidano se continuare. Dopo la conferma di una nuova stagione, inizia una serie estenuante di riunioni tra gli sceneggiatori e l'azienda per giungere a una trama che soddisfi tutti. E se hai per le mani un attore che è al picco della sua carriera, può succedere che non sia più disponibile.

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