Chi condurrà Report dipende da Ranucci: con Ruffo la Rai non ha mai parlato, Sigfrido indica Mottola o Mondani

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Federico Ruffo, il nome più ricorrente per la successione non è mai stato contattato dall’azienda ed è impegnato altrove da settembre. Intanto dalla redazione filtra che il conduttore non intenda farsi da parte, e che in caso di uscita vorrebbe indicare lui il successore.

La relazione del Comitato etico su Sigfrido Ranucci è stata consegnata all'amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi. È secretata, destinata al solo vertice aziendale, e non produce alcun automatismo: le scelte editoriali, compresa un'eventuale sostituzione alla conduzione di Report, restano una decisione separata. Nel frattempo, sui giornali, il toto-successore va avanti da tre giorni: Giorgio Mottola, Giulio Valesini, Sabrina Giannini, Alessio Zucchini, Maria Cuffaro, Massimo Giletti. E soprattutto Federico Ruffo, indicato da più ricostruzioni come il nome gradito ai vertici.

Su quest'ultimo punto Fanpage.it è in grado di aggiungere alcuni elementi. Da quanto risulta, con Ruffo l'azienda non ha mai aperto alcuna interlocuzione sulla conduzione di Report. Nessun colloquio, nessuna proposta, nessun sondaggio informale. Lo stesso interessato ha appreso della propria candidatura dai giornali, con una certa sorpresa.

C'è poi un dato di calendario che rende l'ipotesi materialmente complicata. Ruffo conduce Mi manda RaiTre dal 2020 ed è confermato per il settimo anno consecutivo: il programma è nel palinsesto 2026-2027 presentato dalla Direzione Approfondimento lo scorso 3 luglio, con partenza il 26 settembre e due speciali in prima serata l'8 e il 15 settembre. Il montaggio di quegli speciali è in corso e la prima riunione con la redazione al completo è fissata nei prossimi giorni. È lì che il conduttore è impegnato, e non da ieri.

C'è poi un aspetto contrattuale che nessuna delle ricostruzioni circolate in questi giorni ha considerato, e che pesa più di molte valutazioni editoriali. Ruffo non è inquadrato come giornalista: in Rai è un programmista-regista, una figura professionale di ambito produttivo, e la sua retribuzione è quella che quell'inquadramento comporta – lontanissima da quella di chi conduce un programma di punta della prima serata. Conduce Mi manda RaiTre dal 2020 senza che questo abbia mai modificato la sua posizione in azienda.

È un dettaglio tecnico che complica le cose. Affidargli Report significherebbe, per l'azienda, rivedere prima il suo inquadramento. E un avanzamento contrattuale deciso proprio nel momento in cui gli si chiede di prendere il posto di Ranucci finirebbe per essere letto, dentro e fuori viale Mazzini, come parte della stessa operazione. È una delle ragioni per cui, allo stato, l'ipotesi appare più solida sulle pagine dei giornali che nei fatti.

Perché allora il suo nome ricorre con tanta insistenza? Per due ragioni. La prima è che Ruffo è uno dei pochi giornalisti interni alla Rai ad avere sia un passato a Report – ci ha lavorato nel 2009, ai tempi di Milena Gabanelli – sia un'esperienza consolidata di conduzione. In un ricambio da gestire dentro l'azienda, il suo è un nome che viene naturale. La seconda ragione sta nelle carte dell'inchiesta su Valter Lavitola: nei messaggi anonimi ricevuti da Ranucci nel gennaio 2025 e girati all'amico compare un "Ruffo" indicato come possibile successore alla guida del programma. Quei messaggi provengono da mittenti non identificati. È da lì il nome ha cominciato a circolare.

Resta il nodo che nessuna delle ipotesi in campo risolve: la redazione. Il clima interno a Report è teso, e chiunque arrivi dall'esterno – anche chi quella squadra la conosce – rischia di essere percepito come un subentrante calato dall'alto in una fase in cui il programma si sente sotto attacco. È la ragione per cui, tra le soluzioni allo studio, torna con insistenza quella di una stagione interlocutoria senza conduttore, costruita come una successione di servizi, oppure quella di una conduzione doppia: le combinazioni di cui si parla accostano Ruffo a Sabrina Giannini, storica firma del programma oggi alla guida di Indovina chi viene a cena.

C'è però un fronte che nessuna di queste ricostruzioni tiene in conto, ed è quello del diretto interessato. Da ambienti vicini alla redazione di Report filtra che Ranucci non abbia alcuna intenzione di farsi da parte, e che consideri la propria permanenza una questione ancora aperta. Se dovesse arrivare a una soluzione negoziata, la condizione che porrebbe non riguarderebbe la sua uscita ma chi arriva dopo: la scelta del successore. E i nomi che indicherebbe sono due, entrambi interni alla squadra, entrambi inviati storici del programma: Giorgio Mottola e Paolo Mondani.

Sullo sfondo, il quadro politico si è ulteriormente irrigidito. Matteo Salvini ha chiesto pubblicamente e più volte che Ranucci lasci la conduzione. L'eurodeputato del Pd Sandro Ruotolo ha annunciato di aver scritto alla vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen, sostenendo che quelle richieste possano configurare un'interferenza politica sulle decisioni editoriali del servizio pubblico, in violazione degli articoli 4 e 5 dell'European Media Freedom Act. Ranucci ha rilanciato l'iniziativa sui suoi profili social.

Ai piani alti di viale Mazzini, intanto, filtra malumore per il danno d'immagine che la vicenda sta producendo, con attenzione particolare alle possibili ricadute sulla raccolta pubblicitaria. Report è confermato in palinsesto dall'8 novembre, con la stagione che porta il programma verso i trent'anni. Da qui ad allora ci sono meno di tre mesi. E per adesso, di tutti i nomi che circolano, l'unica cosa certa, oltre alla presenza di una redazione che ha sacrificato il posto fisso in Rai a concorso interno per restare in sella al programma d'inchiesta, è che nessuno tra i papabili per la conduzione ha ancora ricevuto una telefonata ufficiale.

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