“Ti manca un figlio?”: tutte le domande su maternità e aborto che Francesca Fagnani ha fatto alle sue ospiti a Belve

Durante la presentazione del suo libro "Mala. Roma Criminale" a Minori, sabato sera, Gigi Marzullo ha rivolto a Francesca Fagnani una domanda diretta sulla maternità che la conduttrice di Belve ha considerato un quesito fuori luogo: "Ti rispondo per farti felice a te. Mi manca una cosa che non conosco? Non lo so. La maternità si esplica in mille modi diversi. Fai una domanda che nel 2026 non è giusto porre".
Marzullo ha ribattuto: "Ogni domanda è giusta porre". E, di fronte all'obiezione sull'"invadenza di un'intimità", ha aggiunto, parafrasando Oscar Wilde: "Una domanda non è mai indiscreta, una risposta a volte può esserlo". Poi la chiosa: "Ma è una scelta non diventare madre, mica è un reato. Neanche io sono diventato padre".
Lo scambio ha aperto un dibattito. Perché la domanda che la Fagnani ha giudicato inopportuna nel 2026 non è così diversa da quelle che, negli anni, la stessa conduttrice ha rivolto alle sue ospiti a Belve. Con una differenza: nella maggior parte dei casi quelle domande riguardavano l'aborto o la maternità mancata. E quasi sempre si concludevano con un "perché".
Il giornalista di Fanpage e Today, Massimo Falcioni, è riuscito a sintetizzare in una clip virale sui social, le "migliori" domande. Per esempio, a Katia Ricciarelli, nel 2018, la giornalista e conduttrice chiede: "Lei prima di sposarsi rimase incinta di Pippo Baudo, che la convinse ad abortire. Perché?". E poco dopo: "Ma è una cosa che lei rimprovera più a se stessa o più a lui?".

Anche Antonella Elia riceve una domanda di questo tipo, e la sua reazione nel riceverla è quasi di chi si ‘freeza' per un istante: "Quando aveva 26 anni lei ha deciso di abortire. Adesso, con la distanza del tempo, è stata una scelta dolorosa e giusta, o no?". A Simona Ventura nel 2024: "Giovanissima, rimane incinta e decide di abortire. Lei dice ‘è una scelta sofferta che non rifarei più nella mia vita'. Tornasse indietro? Se non sono troppo indiscreto posso chiederle se il padre di questo bambino l'ha mai saputo?".

A Emma Bonino, nel 2023: "La sua vocazione politica nasce da un evento personale e doloroso. Siamo nel 1974, lei ha 27 anni, il suo ginecologo le ha detto di essere sterile, così non era, lei resta incinta e decide di abortire. Posso chiederle il perché di quella decisione?".
A Valeria Marini: "Lei racconta che con Cecchi Gori avrebbe molto desiderato avere un figlio e purtroppo è andata male per due volte. Una volta lei dice di averlo perso spontaneamente dopo una lite, una seconda volta avete deciso di comune accordo di interrompere la gravidanza…". A Ivana Spagna: "Tra l'altro lei racconta che quando resta incinta, non era convinta e dice ‘all'inizio quel bambino non lo volevo in alcun modo'…".
La domanda sulla maternità posta da Marzullo alla Fagnani, insomma, non è molto diversa dalle molte domande sull'aborto e sulla mancata maternità che la Fagnani ha rivolto negli anni alle sue ospiti. Con la differenza che, in quei casi, agli intervistati veniva quasi sempre chiesto anche il "perché" di quelle scelte.
La vicenda sta dividendo i social. Da una parte chi ritiene che la domanda di Marzullo fosse tutto sommato innocente, un'occasione per aprire il personaggio a una serie di riflessioni. Dall'altra chi difende la reazione della Fagnani, richiamando i temi del "contesto" e del "consenso": un conto è la domanda posta a chi ha accettato di essere intervistato in uno studio televisivo, un altro quella rivolta durante la presentazione di un libro. Resta, sullo sfondo, la stessa questione: quando una domanda è giornalismo e quando è invadenza. E chi lo decide. Fagnani? Marzullo? I social?