Francesca Inaudi: “È tardi avere un figlio dopo i 40 anni come ho fatto io. Un altro furto della società alle donne”

Francesca Inaudi si racconta in un'intervista nella quale parla apertamente del suo essere diventata madre a 42, definendola un'esperienza che ha vissuto troppo tardi. Un punto di vista controcorrente rispetto a chi, invece, è portato a pensare che l'età per diventare madri si sia spostata, per svariati motivi, più in là nel tempo.
Le parole sulla maternità dopo i 40 anni
L'attrice è diventata mamma a 42 anni di un bambino che oggi ne ha sei e durante l'intervista rilasciata a Vanity Fair le viene fatto notare che oggi è molto più frequente che negli anni passati avere un figlio in età più matura, ma Inaudi la pensa in maniera differente: "Resto dell'idea che sia tardi ed è un altro furto che in qualche modo la società ha fatto alle donne. Perché vivi la maternità in maniera del tutto diversa. L’ho visto accadere con i miei genitori. Mia madre mi ha avuto a 24 anni, mentre quando è nato mio fratello ne aveva 40. Stessa donna, due madri opposte. Con gli anni l’energia fisica non è più la stessa. Magari con l’età guadagni in saggezza, ma perdi altro: il disincanto, la capacità di giocare". E sull'esperienza della maternità aggiunge:
La verità è che avere un figlio ti mette di fronte a te stessa bambina, ma vale anche per gli uomini, con i tuoi traumi, tutte le questioni irrisolte. Ti trovi tantissime volte a un bivio: devi decidere se fare delle scelte per servire te stesso o l'altro da te. È psicanalisi in atto. Ogni giorno, attraverso ogni gesto, ogni parola, scopri che avere un figlio significa rispecchiarsi in lui e questo ti catapulta dentro ciò che hai vissuto e ti dà la possibilità di replicarlo o di cambiarlo. Il motivo per cui tanti non fanno più figli, secondo me, è che si tratta di un confronto terrificante. Però se ci passi attraverso è anche liberatorio.
Francesca Inaudi: "Siamo piene di falsi miti che ci allontanano dal potere di essere donne"
L'attrice rivendica anche alcuni pensieri che, ad oggi, andrebbero in contrasto con la vulgata comune, con il concetto di empowerment femminile che, però, si scontra con certi aspetti della realtà che, per affermare loro stesse, le donne avrebbero dimenticato, secondo Inaudi che infatti dice:
Siamo piene di falsi miti che ci tengono lontane dalla consapevolezza del potere profondo che abbiamo come donne, non solo come madri. Non sappiamo come funziona il nostro corpo, quali siano le differenze fisiologiche tra noi e gli uomini e in che modo si riflettano sul nostro modo di essere. Penso che una delle grandi fregature del femminismo sia stata il fatto che, quando è esploso, c’era la necessità di agire e l’azione è sempre maschile. Abbiamo indossato i pantaloni dimenticandoci un po’ per strada la comprensione di che cosa ci renda diverse. Per arrivare alla parità non si può perdere l’essenza di ciò che siamo in quanto femmine, il rapporto col nostro corpo, con l’idea di bellezza e così via.