Sal Da Vinci a Belve, la replica a Cazzullo: “C’è un repertorio della camorra? Offende chi mi ha votato”

Sal Da Vinci sarà ospite di Belve nella puntata in onda martedì 28 aprile, insieme a Romina Power ed Elena Santarelli. Il cantante, vincitore del Festival di Sanremo 2026 e ormai prossimo alla partecipazione all'Eurovision Song Contest, si racconterà a Francesca Fagnani: dalla carriera alla vita privata, passando per la polemica nata dalle parole di Aldo Cazzullo dopo la sua vittoria. Sulle pagine del Corriere della Sera, il giornalista aveva definito Per Sempre Sì come un brano "adatto a un matrimonio camorrista". A distanza di mesi, l'artista napoletano ne ha parlato per la prima volta.
Sal Da Vinci replica per la prima volta a Cazzullo: le parole a Belve
Nel corso dell'intervista a Belve, come riporta Vanity Fair, Fagnani ha affrontato con Sal Da Vinci anche la polemica nata dalle parole di Aldo Cazzullo, che ha definito il suo Per Sempre Sì una canzone "adatta a un matrimonio camorrista". "Non ho voluto assolutamente replicare a questo tipo di provocazioni e ho chiesto anche ai miei fan di non farlo", ha raccontato il cantante, spiegando perché fino a questo momento ha preferito non entrare del merito delle parole e della polemica. Incalzato da Fagnani, che cita il passaggio incriminato, ha poi replicato per la prima volta: "Ma perché, ci sono delle canzoni… un repertorio della camorra?".
La conduttrice ha poi citato un altro passaggio dell'articolo di Cazzullo, quello in cui il giornalista suggeriva che brani come Per Sempre Sì in passato hanno avuto il "buon gusto di arrivare secondi". "È come offendere, è come dare dell’imbecille a chi mi ha votato. Si entra nella sfera della mancanza di rispetto", ha replicato Sal Da Vinci.
Cosa aveva detto Cazzullo sulla vittoria di Sal Da Vinci e del suo brano
Poco dopo la vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo 2026, Aldo Cazzullo ha dedicato all'artista un articolo sul Corriere della Sera, parlando del suo brano Per Sempre Sì. Oltre a descrivere l'artista, il giornalista aveva definito la canzone "colonna sonora di un matrimonio della camorra", associandolo a qualcosa di negativo e dispregiativo. Le sue parole hanno sollevato una vera e propria polemica, tanto che l'avvocato dell'artista, Carlo Claps, aveva spiegato di star valutando vie legali. “Una cosa è la critica musicale, l’altra la discriminazione. Agiremo in giudizio se dovessimo riscontrare presupposti legali”, aveva infatti precisato. Da febbraio ad oggi, Sal Da Vinci era rimasto in silenzio sull'argomento e aveva chiesto anche ai suoi fan di fare altrettanto.