L’associazione Una Nessuna Centomila contro le parole di Concita Borrelli: “La Rai faccia servizio pubblico”

La frase pronunciata da Concita Borrelli durante la sua ospitata a Porta a Porta dello scorso 14 maggio ha suscitato più di una reazione, tanto che a commentare le sue parole è intervenuta anche l'associazione Una Nessuna Centomila, che da anni si batte per la violenza contro le donne. In una nota viene anche richiesta un'azione più significativa da parte della Rai che, intanto, avrebbe anche aperto un'indagine.
Una Nessuna Centomila contro Borrelli e la Rai
La giornalista, ospite dello studio di Bruno Vespa, parlando del caso Garlasco nel commentare il profilo psicologico di Andrea Sempio, ha pronunciato una frase terribile: "Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, c'è lo stupro". Nonostante dalla trasmissione è stato presto chiarito che Borrelli si sarebbe scusata pubblicamente, la nota dell'associazione è piuttosto chiara:
È molto grave e pericoloso che all'interno del servizio pubblico si facciano dichiarazioni come quelle della signora Concita Borrelli nel salotto di Porta a porta. La violenza sulle donne è un fenomeno di matrice culturale, non smetteremo mai di ripeterlo. Ecco allora che raccontare delle fantasie violente come se fossero innate all'interno della sessualità e non considerarle invece come qualcosa di indotto da una cultura che ha sempre visto le donne sottomesse è un gravissimo passo indietro che si compie nei confronti di quel processo culturale che si sta cercando di portare avanti da secoli.
Si legge, poi, un ulteriore appunto sul ruolo che il Servizio Pubblico dovrebbe ricoprire in questi contesti sopra i quali, oggi, non si può soprassedere e, anzi, è necessario che ci sia una presa di posizione netta. Bisogna evitare il proliferare di eventi di questo genere:
La Rai dovrebbe essere in prima linea nella lotta contro la violenza sulle donne, non giustificarla in alcun modo. Ma la fondazione Una nessuna centomila intende andare oltre alla stigmatizzazione del singolo evento ed esprimere alla Rai nella sua veste, e responsabilità, di vestale del servizio pubblico, una grande preoccupazione per il proliferare all'interno delle varie trasmissioni di opinionisti senza arte né parte, figure che non rappresentano alcun tipo di competenza, imbarazzanti ‘personaggetti in cerca di autore'.