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La “vanonizzazione” della Tv, dopo Ornella la terza età è una nuova giovinezza

La nuova centralità delle figure over è una caratteristica degli ultimi anni. Berti, Maionchi, Zanicchi, icone che si muovono nel solco dell’esempio di Ornella Vanoni e dimostrano come la terza età in Tv funzioni molto di più al femminile che al maschile: non racconta la decadenza della vecchiaia, ma la rifioritura dello spirito.
A cura di Andrea Parrella
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La quota over sembra essere una casella imprescindibile della televisione di questi ultimi anni. Dall'intrattenimento ai talk show, dalla prima serata al daytime, al pomeriggio come alla sera, sono le vecchie glorie a tenere in piedi una larga porzione dei palinsesti giornalieri e, insospettabilmente, a garantire un travaso della Tv nel mondo dei social.

Mara Maionchi, Orietta Berti, Iva Zanicchi, Giucas Casella, Rosanna Lambertucci, sono solo alcuni dei nomi che popolano la programmazione delle reti generaliste, con una presenza che sembra muoversi in un perimetro predefinito: quello dell'irriverenza, la causticità.  Raccontare aneddoti di vita che descrivono una sorta di lato B, l'altra faccia del divismo, dove regna l'inatteso che sfocia nel comico e che si predispone perfettamente alla logica del meme: frammentabile, isolabile e trasferibile sulle varie piattaforme.

A volere isolare il fenomeno in una parola, si potrebbe parlare di una "vanonizzazione" della Tv.  Perché è stata senza ombra di dubbio lei, Ornella Vanoni, negli ultimi anni della sua vita, a definire i caratteri principali di questa tipologia di personaggio televisivo. E non è un caso che il riferimento di questo universo sia una donna, perché la terza età in televisione, almeno negli ultimi anni, sembra funzionare molto più in chiave femminile che maschile. Rifioritura contro decadenza.

Pensiamo proprio al caso di Giucas Casella, che in questa stagione a Che Tempo Che Fa, con il suo solito approccio in cui è difficile comprendere il confine tra persona e personaggio, si prende il suo spazio mostrando gli effetti di un'anzianità che si mostra nella forma del declino, la poca lucidità, vero o presunta che sia. Al contrario la terza età al femminile sembra essere sempre un racconto che si inserisce nel solco narrativo dell'effervescenza, la riaffermazione, una vecchiaia che non imprigiona nei limiti del fisico ma anzi libera da catene e convenzioni. La sfrontatezza e leggerezza di spirito di Maionchi, Zanicchi, Berti, rendendo queste icone dello spettacolo dei riferimenti di empowerment femminile, personaggi che fanno esclamare con sincerità: "Magari ci arrivassi io così a quell'età".  

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"L'avvenire è dei curiosi di professione", recitava la frase di un vecchio film che provo a ricordare ogni giorno. Scrivo di intrattenimento e televisione dal 2012, coltivando la speranza di riuscire a raccontare ciò che vediamo attraverso uno schermo, di qualunque dimensione sia. Renzo Arbore è il mio profeta.
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