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Wanda Nara, respinta la richiesta di mantenimento da 250mila euro al mese avanzata a Icardi: “È giovane e ricca”

Il Tribunale di Milano ha respinto la maxi richiesta di mantenimento avanzata da Wanda Nara nei confronti di Mauro Icardi: secondo il giudice, l’imprenditrice è pienamente in grado di produrre reddito attraverso le sue attività nei diversi settori in cui opera.
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Il Tribunale di Milano ha respinto la richiesta di un assegno di mantenimento provvisorio da 250mila euro al mese avanzata da Wanda Nara nei confronti di Mauro Icardi. Con un'ordinanza datata 1 giugno, il giudice della sezione civile Anna Cattaneo ha stabilito che non sussistono i presupposti per riconoscere il contributo economico alla showgirl in attesa della sentenza definitiva di separazione.

I motivi della decisione

Le motivazioni del provvedimento evidenziano che Nara dispone di una situazione patrimoniale e reddituale autonoma definita "molto florida". Secondo il giudice, l'imprenditrice è giovane, professionalmente qualificata e pienamente in grado di produrre reddito attraverso le sue attività nei diversi settori in cui opera. La decisione accoglie la linea difensiva presentata dai legali di Mauro Icardi, gli avvocati Valeria De Vellis e Raffaele Rigitano, che avevano contestato la richiesta della controparte depositando la documentazione sulle risorse economiche della showgirl. Il tribunale ha rinviato ogni valutazione definitiva alla conclusione della causa di divorzio, attesa nei prossimi mesi.

Le tappe della disputa legale tra Wanda Nara e Mauro Icardi

Il contenzioso economico tra i due ex coniugi si inserisce all'interno del procedimento giudiziario avviato in Italia, paese in cui sono state incardinate le pratiche dopo la rottura definitiva delle relazioni avvenuta nel 2024. La prima udienza formale  per la richiesta economica si era tenuta l'11 marzo 2025 presso il capoluogo lombardo. In quell'occasione Nara non si era presentata in aula, determinando un rinvio. Successivamente, nell'udienza del 28 maggio 2025, le parti si erano confrontate per circa tre ore senza tuttavia trovare un'intesa sui punti cardine del divorzio, tra cui la spartizione dei beni e l'affidamento delle due figlie della coppia, Francesca e Isabella. All'inizio del 2026, i tentativi di accordo transattivo erano saltati nuovamente a causa del rifiuto, da parte del calciatore, di corrispondere una somma una tantum di 2 milioni di euro chiesta dalla showgirl per finalizzare la separazione.

Lo scontro sulle proprietà in Italia

La decisione del Tribunale sul mantenimento mensile rappresenta solo un tassello di una disputa legale ben più ampia che si consuma su due fronti geografici, coinvongendo sia la giustizia italiana sia quella argentina. Parallelamente alla richiesta di alimenti, infatti, Mauro Icardi ha avviato un'azione legale specifica a Milano per ottenere la restituzione delle proprietà immobiliari acquistate in Italia durante gli undici anni di matrimonio. Questi beni sono al centro di uno scontro legato alla gestione degli asset di famiglia. Con l'ordinanza del 1 giugno, l'autorità giudiziaria milanese ha momentaneamente congelato le pretese economiche dirette di Wanda Nara. La questione della divisione del patrimonio e del mantenimento definitivo verrà ridiscussa in sede di giudizio finale, quando i magistrati dovranno pronunciarsi sull'assetto economico complessivo e sulle modalità di affidamento delle figlie minori.

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