Stefano De Martino su Sanremo 2027: “Sarà internazionale. Ascolto i brani in tre modi, se sopravvivono c’è del buono”

La presentazione dei Palinsesti Rai 2026/2027, tenutasi ad Ancona nella giornata di venerdì 3 luglio, ha portato alla luce i piani del Servizio Pubblico che vede in Stefano De Martino una delle risorse più importanti della prossima stagione televisiva. Al conduttore campano, infatti, è stata affidata la conduzione di ben due Festival di Sanremo, a scatola chiusa, si direbbe, a conferma del fatto che in azienda puntano tutto su di lui. In merito all'organizzazione della kermesse che lo vedrà alla conduzione per la prima volta a febbraio 2027, ha già risposto ad alcune domande.
L'organizzazione del Festival di Sanremo richiede tempo, idee e un lavoro certosino su ogni dettaglio che possa rendere l'appuntamento televisivo dell'anno godibile e, soprattutto, in grado di distinguersi da quelli precedenti. De Martino, in questo, sembra avere le idee piuttosto chiare e parla apertamente di come ha pensato di riorganizzare le serate del Festival e conferma l'indiscrezione di una serata dedicata all'Eurovision:
Il martedì e il mercoledì si esibiranno tutti i cantanti in gara con le loro canzoni; il giovedì ci sarà la serata delle cover a cui siamo tutti affezionati; il venerdì invece toccherà alla performance che determinerà chi ci andrà a rappresentare all’Eurovision. Gli artisti avranno l’opportunità di mettere in scena, secondo la loro idea creativa, la loro performance. E questo credo sia già un piccolo slancio verso l’internazionalità del Festival.
Altra affermazione importante, quella che vede la diminuzione, drastica, del numero di canzoni in gara: "L’idea è quella di restringere il numero per dare respiro alle esibizioni e al racconto del Festival, soprattutto per focalizzarci di più sugli artisti".

A proposito di canzoni, ammette di non sapere quanti brani siano arrivati – si parla già di 500-, ma racconta il modo in cui finora sente quelli che finora gli sono stati proposti: "Ascolto la canzone in tre modi: la prima volta in cuffia per un ascolto pulito, la seconda in auto mentre guido e la terza mentre corro: se sopravvive a questi tre test vuol dire che c’è già qualcosa di buono". Non è solo in questa scelta, ad accompagnarlo c'è Fabrizio Ferraguzzo, direttore musicale, con un importante passato nel settore, ma l'ultima parola è sempre la sua: "Baudo docet, lo diceva sempre: scegli con la tua testa perché la faccia — per non dire un’altra parte del corpo — è la tua". Infine, uno sguardo anche agli ospiti, a chi potrebbe esserci sul palco dell'Ariston. Si era parlato di Vasco: "E chi non lo vorrebbe? È il grande sogno di tutti quelli che hanno condotto il Festival. Ed è anche il mio".