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La storia di Duffy, il successo con Mercy poi il trauma: “Mi rapirono e violentarono, sembravo morta”

La cantante Duffy alza il velo sulla vicenda traumatica che ha sconvolto la sua vita. In un documentario di Disney+ la sua storia: fu rapita, drogata e violentata per settimane.
A cura di Daniela Seclì
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La cantante Duffy è pronta a raccontare un episodio molto doloroso del suo passato. Un trauma che ha segnato la sua vita e per il quale, nel 2010, si è vista costretta a ritirarsi dalla scena musicale dopo lo straordinario successo del singolo Mercy. Duffy, all'anagrafe Aimée Anne Duffy, è stata rapita, sequestrata per giorni e violentata. Un documentario di Disney+ racconterà la sua storia.

Per Duffy, quella del rapimento è una ferita ancora aperta. Nel 2020 ne parlò sul suo sito, senza precisare quando la terribile vicenda fosse accaduta. Spiegò, tuttavia, che nel giorno del suo compleanno era stata drogata mentre si trovava in un ristorante. Così, iniziò un incubo. Il suo rapitore continuò a drogarla per quattro settimane, portandola lontano da casa, "in un paese straniero". L'artista non ricorda in che modo sia stata trasportata fino a una stanza d'hotel. Tuttavia, ricorda vividamente che il rapitore entrò nella stanza e abusò di lei: "Ricordo il dolore e il tentativo di rimanere cosciente dopo l'accaduto".

Tentò di pianificare una fuga mentre l'uomo dormiva. A frenarla fu il fatto di non avere con sé del denaro e l'idea che il rapitore potesse in qualche modo rintracciarla. A giudicare dal suo racconto, a un certo punto tornò a casa sua con l'uomo che la teneva in ostaggio: "Mi sentivo uno zombi, sapevo che la mia vita era in pericolo perché aveva fatto velate allusioni all'intenzione di uccidermi". Seguirono, poi, quattro settimane di cui Duffy conserva ricordi confusi per via della droga che il rapitore le somministrava: "Mi ha drogato in casa mia per quattro settimane, non so se mi abbia stuprato durante quel periodo".

Poi, un conoscente andò a trovarla e notò che c'era qualcosa di strano: "Mi vide sul balcone, avvolta in una coperta, con lo sguardo perso nel vuoto. Questa persona ha detto che ero diventata gialla e che sembravo morta". Poteva essere la sua salvezza, ma questa persona non ebbe il coraggio di intervenire. Duffy era talmente paralizzata dalla paura da non riuscire neanche a chiamare la polizia: "Non mi sentivo sicura. Temevo che se qualcosa fosse andato storto sarei morta. Mi avrebbe ucciso. Non potevo rischiare che la notizia finisse sui giornali". Insomma, temeva per la sua incolumità.

Se all'inizio Duffy temeva di rivolgersi alla polizia, una volta finito l'incubo si confidò con due agenti perché un uomo la minacciò di divulgare questa storia. In quell'occasione, la cantante rivelò anche l'identità del rapitore. Non ha mai svelato cosa ne fu di quell'uomo, ma per lei fu difficilissimo tornare a vivere: "Ero a rischio suicidio". Trascorreva lunghi periodi isolata dal mondo. Spesso si toglieva i vestiti che aveva addosso e li gettava nel caminetto. Non riusciva più a prendersi cura di sé. I capelli erano talmente annodati, che decise di tagliarli completamente. La risalita iniziò grazie a una psicologa, esperta in traumi da violenza sessuale: "Sembrava conoscermi, mi vedeva come una persona, mi ha aiutato a capire chi fossi e a guidarmi. Lo ha fatto con molta delicatezza". La decisione di raccontare questa storia è un tentativo di lasciarsi il passato alle spalle e di non sentire più la domanda: "Cosa è successo a Duffy?". Il documetario che Disney + e Hulu Original inizieranno a produrre presto, solleverà il velo su questa terribile vicenda, rispondendo anche alle domande rimaste in sospeso.

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