È morto Pino Colizzi, la voce italiana di Superman e Robert De Niro aveva 89 anni

Il mondo del doppiaggio italiano perde uno dei suoi maestri più rappresentativi. Pino Colizzi si è spento all'età di 89 anni, lasciando un vuoto incolmabile in un settore che ha contribuito a definire e rendere grande. Nato a Roma nel 1937, Colizzi ha attraversato oltre mezzo secolo di storia del cinema, prestando la propria voce ad alcuni degli interpreti più iconici del grande schermo.
La voce che raccontato una generazione
Quando milioni di italiani hanno visto Christopher Reeve volare sullo schermo nei panni di Superman, la voce che udivano era quella di Pino Colizzi. Per tre film della saga, dal 1978 al 1983, il doppiatore romano ha dato corpo sonoro all'Uomo d'Acciaio, contribuendo a costruire nell'immaginario collettivo nazionale l'identità del supereroe per antonomasia.
Ma il suo lascito artistico va ben oltre la tuta blu e rossa. Martin Sheen in Apocalypse Now, il capolavoro visionario di Francis Ford Coppola, parla con la sua voce. Robert De Niro da giovane ne Il padrino – Parte II porta la sua impronta vocale. Robert Powell nel ruolo di Gesù nella monumentale miniserie Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli trova in Colizzi l'interprete perfetto per dare profondità e umanità al personaggio.
Il doppiatore degli attori indimenticabili
L'elenco degli attori che hanno trovato in Colizzi la loro voce italiana costituisce un vero e proprio pantheon del cinema internazionale: Michael Douglas, Jack Nicholson, James Caan, Richard Dreyfuss, Omar Sharif, Franco Nero. Nel 1973 prestò la voce a Robin Hood nel celebre cartone animato Disney, dimostrando una versatilità che pochi colleghi potevano vantare.
Particolarmente significativa la seconda edizione del doppiaggio de Il prigioniero, dove interpretò Patrick McGoohan nella serie fantascientifica che ha segnato la cultura pop degli anni Settanta. Ogni lavoro portava con sé la capacità di Colizzi di adattarsi al registro dell'attore originale senza mai perdere la propria identità artistica.
I ruoli come attore
Prima di dedicarsi completamente al doppiaggio, Colizzi calcò anche i set cinematografici come attore. La sua filmografia include titoli come Metello di Mauro Bolognini del 1970, dove recitò accanto a Massimo Ranieri, e Un tè con Mussolini del 1999, diretto da Franco Zeffirelli con un cast stellare che includeva Maggie Smith, Cher e Judi Dench.
In televisione partecipò a produzioni di rilievo, dalla miniserie Gesù di Nazareth – dove oltre a doppiare il protagonista interpretò anche il ruolo del buon ladrone – fino alla serie Il bello delle donne del 2001, dove vestì i panni del conte Gabriele De Contris. Sposato con la collega Manuela Andrei, con cui ha condiviso vita e professione, Colizzi lascia due figli: Carlo e Chiara.