Divorzio Totti-Blasi, l’ex capitano chiede il taglio del mantenimento ai figli: “Chanel e Cristian sono autonomi”

La separazione tra Francesco Totti e Ilary Blasi si avvia verso una nuova fase, spostando il focus dal piano personale a quello economico. Nonostante il prossimo 31 marzo sia la data fissata per la firma del divorzio – passaggio reso urgente dalle imminenti nozze della conduttrice con Bastian Müller – la causa di separazione proseguirà per definire i dettagli patrimoniali.
La strategia di Totti: assegno al ribasso
Il punto centrale della prossima udienza, prevista tra fine maggio e inizio giugno, riguarda l’assegno di mantenimento. Attualmente, l’ex numero 10 della Roma versa mensilmente 12.500 euro per i tre figli, ma la sua difesa è pronta a chiederne una drastica riduzione. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, non solo il primogenito Cristian sarebbe ormai autonomo grazie al suo ruolo nel direttivo della scuola calcio Longarina, ma anche Chanel avrebbe raggiunto l'indipendenza economica grazie alla sua attività da influencer: "Resterebbe a carico del padre solo la terza figlia, Isabel, che il mese prossimo compirà 10 anni", si legge sul noto quotidiano.
Per stabilire se la richiesta di Totti sia fondata, il Tribunale di Roma ha nominato un consulente tecnico d'ufficio. Un commercialista avrà il compito di fornire una fotografia aggiornata al 2026 dei redditi di entrambi gli ex coniugi e dei loro rispettivi patrimoni. Sarà questa perizia a determinare se l'assegno dovrà essere ricalibrato sulla base delle reali necessità della sola figlia minore e delle entrate attuali di Blasi.
Il punto sulla battaglia giudiziaria
La richiesta di revisione arriva dopo l'ennesima vittoria legale per l'ex capitano. Lo scorso 17 febbraio, il gip ha respinto l'opposizione di Ilary Blasi riguardo alla denuncia per abbandono di minore. La conduttrice aveva accusato Totti e la compagna Noemi Bocchi di aver lasciato soli in casa i figli per tre ore nel maggio 2023, ma la Procura ha ottenuto l'archiviazione del caso. Dall'annuncio della rottura a oggi, la "macchina della giustizia" sarebbe stata attivata ben 15 volte tra ricorsi civili e penali, confermando che, nonostante i nuovi percorsi di vita, la tregua tra i due è ancora lontana.