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Carolina Marconi al Pronto Soccorso: “Ho temuto il ritorno della malattia, ora nuova diagnosi”

Dopo giorni di sintomi e la corsa in Pronto Soccorso a Roma, l’ex gieffina Carolina Marconi racconta la paura del ritorno della malattia a cinque anni dal tumore al seno. La TAC esclude la recidiva: “Sospetta emicrania con aura, la vita è un regalo immenso”.
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Per chi ha affrontato la diagnosi di un cancro, il corpo non torna mai ad essere un luogo del tutto neutrale. Ogni fitta, ogni vertigine o formicolio improvviso porta con sé l'ombra della recidiva. È un fenomeno clinico e psicologico ben noto nella letteratura oncologica con il termine di scanxiety (l'angoscia da esame diagnostico), quella condizione per cui qualsiasi alterazione fisica riattiva il trauma della diagnosi primaria. Lo sa bene Carolina Marconi, che ha vissuto giorni in apprensione durante le vacanze estive in Sardegna, terminati con una corsa al Pronto Soccorso di Roma.

Tutto è iniziato a metà luglio con mal di testa continui, nausea e vista annebbiata: sintomi che la showgirl ha cercato inizialmente di minimizzare, attribuendoli allo stress. Ma al rientro nella Capitale la situazione è precipitata con pressione alta, dolore acuto e tremori al volto. Portata d'urgenza in ospedale dal compagno Alessandro Tulli, Marconi è stata sottoposta a flebo, elettrocardiogramma e a una TAC cerebrale.

La paura del tumore e la TAC negativa: "Sono rinata"

L'angoscia si è sciolta solo quando il medico le ha riferito l'esito negativo della TAC. I primi accertamenti hanno riscontrato un'inversione della lordosi cervicale (condizione che causa forti contratture e cefalee), mentre per i disturbi visivi i medici sospettano un'emicrania con aura. Si tratta di un disturbo neurologico benigno ma molto invalidante: la componente visiva (le cosiddette "linee a zig-zag" o gli scotomi scintillanti) e i formicolii agli arti superiori sono scatenati da un'alterazione temporanea dell'attività elettrica cerebrale, che spesso nei soggetti predisposti viene amplificata da stati di disidratazione, stress prolungato o sbalzi di pressione.

La diagnosi del 2021

La preoccupazione di Carolina Marconi si spiega ripercorrendo la sua storia clinica, che Fanpage.it ha raccontato a più riprese nel corso del tempo proprio per la tenacia con cui ha sempre scelto di condividere il suo percorso. Nel marzo 2021, durante un check-up di routine per la fecondazione assistita (non ha mai nascosto il desiderio di diventare madre), le venne diagnosticato un tumore al seno di tipo aggressivo. Da lì l'inizio di un percorso terapeutico complesso: l'intervento di mastectomia totale con ricostruzione, la chemioterapia e la successiva terapia ormonale di prevenzione. Ed è proprio la terapia ormonale a rappresentare un elemento centrale nella gestione della salute post-oncologica. Come ricordato dalle linee guida dell'AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e dalla Fondazione Veronesi, se da un lato queste cure sono fondamentali per prevenire le recidive bloccando gli estrogeni, dall'altro comportano una menopausa indotta che impatta sul sistema vascolare e sul tono dell'umore, potendo esporre le pazienti a sbalzi pressori e a cefalee più frequenti e intense.

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