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Festival di Sanremo 2026

Caos fuori l’Ariston durante la prima serata di Sanremo: attivisti saltano le transenne e invadono l’ingresso

Durante la prima serata di Sanremo ieri sera, gli attivisti di Extinction Rebellion hanno saltato le transenne per invadere l’esterno dell’Ariston e protestare con diversi striscioni contro gli sponsor del Festival. Fermati e trasportati via in pochi minuti dalla sicurezza.
A cura di Gaia Martino
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Un gruppo di persone ieri sera, durante la prima serata del Festival di Sanremo 2026, ha saltato le transenne del Green Carpet, all'esterno del Teatro Ariston, per esporre alcuni striscioni contenenti frasi di alcune canzoni del Festival. Si tratta degli attivisti di Extinction Rebellion che davanti al teatro hanno voluto denunciare le politiche ecocide e le operazioni di greenwashing dei principali sponsor della kermesse, tra cui Eni e Costa Crociere.

Gli attivisti hanno saltato le transenne prima di sedersi a terra ed esporre i loro striscioni contenenti slogan, alcuni dei quali ispirati a titoli delle canzoni in gara al Festival, tra cui quella di Ermal Meta, che recita "Stella Stellina, l'ecocidio si avvicina". L'intervento della sicurezza è stato immediato. Sono stati subito raggiunti dalle forze dell'ordine che li hanno trasportati con forza all'esterno dell'area transennata. Con un post pubblicato su Instagram dalla pagina ufficiale del movimento, hanno fatto sapere che molte persone sono state poste in stato di fermo dentro il box di Eni: tra queste, alcune sono state portate in Questura.

Nella didascalia del post che mostra le immagini di quanto successo, si legge: "La crisi ecoclimatica sta causando la perdita di ecosistemi, case, aziende, strade, ponti, comunità e vite umane, e ci sta portando via quanto di più caro. Anche la musica, che fa parte della vita di ogni persona e che ci fa sentire collettività, non ci sarà più su un pianeta morto. Non si può permettere che un evento come Sanremo, che celebra la Musica e coloro che la creano, possa essere finanziato e sponsorizzato proprio da chi la minaccia per ripulire la propria immagine pubblica". La protesta, come da loro spiegato, denuncia le politiche di greenwashing di Eni, che "da qualche tempo sta investendo in modo massiccio per sponsorizzare eventi sportivi e culturali per ripulire la sua immagine di gigante dei combustibili fossili". Nel mirino dell'organizzazione, anche Costa Crociere, che "continua a promuovere l'uso del gas fossile per le sue navi da crociera, pubblicizzandolo come sostenibile", le parole riportate da Il Giornale.

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