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Alessandro Gassmann: “Non andrò a Sanremo come ospite, c’è una regola. Voterò la canzone più bella, quella di Leo”

Alessandro Gassmann farà il tifo per suo figlio Leo, in gara a Sanremo, ma da casa. L’attore ha spiegato che non può partecipare come ospite sul palco dell’Ariston proprio perché esiste una regola che lo impedisce.
A cura di Ilaria Costabile
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Il Festival di Sanremo si avvicina e da qualche settimana continua il toto nomi su chi comparirà sul palco dell'Ariston in veste di ospite. Certamente non ci sarà Alessandro Gassmann, come è lui stesso a raccontare ai microfoni dell'Ansa. L'attore, che a marzo sarà in tv con una nuova fiction tratta dai romanzi di Gianrico Carofiglio, ha spiegato che seguirà il Festival dove gareggia anche suo figlio Leo, da casa.

Alessandro Gassmann e il tifo per il figlio Leo a Sanremo

Solitamente il palco dell'Ariston diventa anche la vetrina per mettere in risalto quelle produzioni, firmate Rai, che arriveranno in prima serata subito dopo il Festival, una tra queste potrebbe proprio essere Guerrieri la regola dell'equilibrio, la fiction di cui Gassmann è protagonista e arriverà su Rai1 il prossimo 9 marzo. L'attore, quindi, ha spiegato il perché non potrà essere a Sanremo come ospite: "Esiste una regola che dice che se c'è un cantante a Sanremo, non possono andare anche come ospiti sul palco dell'Ariston i suoi parenti". La spiegazione è chiara, essendoci suo figlio Leo in gara, il regolamento non prevede la sua partecipazione e infatti Gassmann prosegue:

Quindi non andrò al Festival, ma chiaramente lo seguirò e già so per chi votare. Voterò per il cantante che ha la canzone più bella, per Leo Gassmann, il cui numero per votare è…No, chiaramente non lo so, però ve lo dirò presto. Non sono sportivo in questo, tiferò e cercherò di far votare più gente possibile per il mio cantante pop preferito.

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La rinuncia al Sanremo dei figli di

In realtà a Sanremo aveva avuto l'opportunità di andarci diversi anni fa, ma in una veste del tutto inedita, quella di co-conduttore. Era poco più che un ragazzo, ma ricorda che quell'edizione fu ricordata, ma non per il successo, per altro:

Sono orgoglioso di una grande rinuncia: nonostante la giovane età, all'epoca ero furbo e mi rifiutati di condurre il peggior Sanremo della storia, quello dei ‘figli di', un disastro clamoroso. C'era il mio amico Giammarco Tognazzi, poverino, e un altro giovane attore alto che un pò mi somigliava (Danny Quinn, ndr, correva l'anno 1989), ma in tanti per strada a Roma lo scambiavano con me e mi insultavano con parole irripetibili.

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