Sayf, secondo a Sanremo: “Ho perso ai rigori, è stato bello crederci. Vincere forse sarebbe stato un fardello”

Secondo posto a Sanremo 2026 e la sensazione di aver sfiorato qualcosa di enorme. Sayf racconta a Fanpage, con lucidità e ironia, gli ultimi minuti della finale, quando il suo nome è rimasto sospeso fino alla fine. "È stato bello crederci fino alla fine, inaspettato innanzitutto. Già quando ci hanno chiamato per i primi cinque, poi al quinto non esci, al quarto nemmeno, al terzo no, a quel punto ci speri. Ma va bene così, abbiamo perso ai rigori". Un’immagine calcistica per descrivere un finale al cardiopalma. E forse, ammette, vincere avrebbe avuto un peso difficile da gestire: "Un amico mi ha detto che ogni impedimento è giovamento e va bene così, tutto va come deve andare".
Il Festival, però, qualcosa ha lasciato.
Penso che qualcuno possa aver capito il mio modo di fare musica, che forse può apparire contorto, ma è il mio modo di esprimermi.
Un brano non classico, fuori dalle traiettorie più rassicuranti dell’Ariston.
Magari sì, forse chi mi conosce lo ha capito subito, ma pare che sia arrivato, più orgoglioso di così non posso essere.
Tra i momenti più emozionanti, la scena con sua madre in platea.
Le abbiamo fatto una sorpresa, sono contento mi abbia accompagnato. La sola cosa prevista era quella della serata cover, ma ieri abbiamo deciso di stravolgere un po’ tutto anche per la finale, sapendo fosse lì in prima fila. Volevo questo ricordo.
E poi la tromba, elemento scenico che ha fatto discutere.
Come ho già detto, non sono un trombettista nel vero senso del termine, non volevo strafare e ho preferito rimanesse un momento di show e basta».
Ora il dopo.
Ora vediamo, la vita non cambia ma capiremo cosa accadrà. Secondo posto, sì. Ma con la consapevolezza di aver portato qualcosa di personale su uno dei palchi più esigenti d’Italia. E di averci creduto fino all’ultimo rigore.