Niccolò Centioni: “Mantenuto dai soldi delle repliche dei Cesaroni. Con Micol Olivieri fui io a sbagliare”

Con il ritorno de I Cesaroni, Niccolò Centioni torna a vestire i panni di Rudy, il personaggio che gli ha dato una popolarità straripante quando era ancora un adolescente. Eppure, lontano dal set, la sua vita ha preso direzioni inaspettate: dopo la fine della serie, si è trasferito a Londra per lavorare come cuoco e lavapiatti, cercando una dimensione di normalità che il successo rischiava di distorcere. In quest'intervista a Fanpage, Centioni ripercorre gli anni di distacco dalla tv, affrontando i nodi mai sciolti del passato, come la rottura mediatica con Micol Olivieri (Alice nella fiction) oggi ricomposta. Tra il ricordo di Antonello Fassari e il desiderio di trovare una donna con cui costruire un futuro solido, l'attore racconta la sfida di crescere dopo essere stato per anni il figlio di tutti gli italiani.
Come stai a poche ore dal debutto?
Non posso che star bene. Oltre alla felicità, avverto diverse paure connesse a questo ritorno. Sono curioso di valutare il lavoro che ho fatto, capire dove ho sbagliato e dove posso migliorare. È un insieme di emozioni contrastanti, ma è molto bello.
C'è un po' d'ansia legata al fatto che il successo degli anni passati possa essere irreplicabile?
Direi di no. Sono passati dodici anni, ma Claudio (Amendola, ndr) è stato molto bravo a riportare sullo schermo l'effetto delle prime stagioni. C'è una buona possibilità di far rivivere al pubblico le stesse emozioni del passato.
Il pubblico ha conosciuto Rudy prima come ragazzo ribelle e poi come un giovane uomo tormentato. Come lo ritrova?
Decisamente più calmo, nel ruolo inedito di "risolutore" delle situazioni. Ora lavora come bidello nella scuola storica della Garbatella e riesce a risolvere molti problemi, sempre a modo suo. Rimane un personaggio buffo, con quel lato ironico che tutti si aspettano da lui.

Hai accettato senza esitazioni quando ti è stato proposto di tornare nel cast?
Devo essere onesto, ho detto sì in un attimo. Anche se avessi avuto altri impegni lavorativi, avrei trovato comunque lo spazio per i Cesaroni. Sono molto riconoscente a questa serie, mi ha dato tutto. Finché ci saranno loro, io ci sarò, a prescindere da cos'altro farò nella vita.
Hai dovuto fare cambiamenti fisici per le riprese?
Sì. Tutti noi, da Claudio a Matteo (Branciamore, ndr) e io, ci siamo dovuti mettere a dieta. Io ho perso una decina di chili. Se mi guardi adesso, sembro un’altra persona: finite le riprese ho ricominciato a mangiare come se non ci fosse un domani.
Facciamo un passo indietro: cos'hai fatto dopo la fine della serie?
Me ne sono goduto i frutti. Ho cambiato vita, sono andato a Londra da mio fratello, che viveva lì già da tempo, e ci sono rimasto quasi un anno. Mi riconoscevano perfino lì, ho vissuto un'attenzione che non mi sarei mai aspettato.
Hai raccontato di aver lavorato anche come cuoco e lavapiatti. Perché questa scelta?
Ho voluto dimostrare a me stesso di saper fare anche altro. I momenti felici esistono, ma possono arrivare anche quelli difficili: volevo imparare a sapermi adattare. Inoltre, volevo stare vicino a mio fratello e imparare l'inglese, che nel mio lavoro è utilissimo. Mi sono divertito molto, lavoravo anche undici ore al giorno e tornavo a casa sfinito, ma molto soddisfatto. È una sensazione che non credo riproverò facilmente.

La fatica della cucina è diversa da quella del set?
Diciamoci la verità, fare l'attore non è faticoso, è un divertimento. Ti permette di stare al centro dell'attenzione, il che è fantastico se sei un po' egocentrico come me. Ma rimane un lavoro artistico che non ha nulla a che fare con la fatica fisica.
Di cosa ti sei occupato negli ultimi anni, una volta rientrato stabilmente in Italia?
Mi sono dedicato principalmente al doppiaggio. Fortunatamente, noi attori riceviamo entrate fisse legate ai diritti d'immagine e alle repliche trasmesse annualmente, questo mi ha permesso di avere una certa stabilità economica e di valutare con calma il mio percorso. In un certo senso mi sono "adagiato", perché dentro di me ero sicuro che I Cesaroni sarebbero tornati, una serie del genere non poteva finire in quel modo. E i fatti, oggi, mi hanno dato ragione.
Restando sul tema economico: come si gestiscono guadagni così importanti a soli vent'anni e come ci si adatta, dopo, a entrate differenti?
Bisogna essere consapevoli che, in questo mestiere, possono arrivare cifre importanti tutte insieme, ma con il rischio concreto che non ne arrivino altre per molto tempo. La regola d’oro sarebbe metterne da parte la gran voce, anche se è naturale voler spendere qualcosa: in fondo, si lavora anche per quello. Personalmente ho vissuto fasi alterne e mi sono goduto quel benessere quando ero giovanissimo, tra auto, moto e una vita passata quasi sempre fuori casa. Non ho rimpianti: si è giovani una volta sola e bisogna vivere intensamente.
Parliamo di Micol Olivieri. Vi siete allontanati dopo la vostra partecipazione a Pechino Express nel 2013, per quale motivo?
Il motivo principale fu un mio commento rilasciato in un'intervista: dissi apertamente che non mi era piaciuto il modo in cui mi aveva trattato durante le riprese. In TV, però, tagliarono quasi tutto e il pubblico non riuscì a capire l’origine del nostro allontanamento. Di conseguenza, lei iniziò a difendersi sui propri social, io feci lo stesso sui miei e, alla fine, scoppiò una vera e propria guerra mediatica.
In che rapporti siete oggi?
Abbiamo deciso di metterci una pietra sopra. Sono stato io a fare il primo passo quando l'ho rivista ai funerali di Antonello Fassari, mi sono scusato con lei per aver detto cose che forse avrei dovuto tacere, e lei ha fatto lo stesso. Mi dispiace molto che non sia sul set.
A proposito di assenze, lei e alcuni ex del cast hanno lamentato di non essere stati coinvolti.
L'assenza di Micol non dipende da una sua scelta o da un rifiuto della produzione. Il personaggio di Alice non era previsto nella trama, hanno cambiato completamente il racconto. Quanto agli altri, pazienza. La gente si abitua, le cose cambiano. È già una gran cosa che la serie sia tornata e, anche se mancheranno molti personaggi amati, la "firma" dei Cesaroni c'è ancora.

Sull’assenza di Elena Sofia Ricci, invece, cosa pensi del subentro di Lucia Ocone?
Lucia è bravissima e molto simpatica, piacerà tanto quanto Ricci. È un'attrice che riesce a far ridere anche quando non dice nulla, la coppia composta da lei e Ricky Memphis riuscirà a colmare ogni lacuna.
Senza Alice, Rudy dirà addio all'amore?
Come si suol dire, "il mare è pieno di pesci" e lui saprà trovare altre strade. Continuerà a fare conquiste; i Cesaroni sono fatti di amori che si intrecciano, è il loro segreto. Qualcosa succederà.
Sul piano sentimentale sei fortunato come lui?
(Ride, ndr). Sotto molti aspetti siamo simili: sono un romantico, ho tanta voglia di innamorarmi ma, proprio come lui, finisco purtroppo per farlo con le persone sbagliate. Ho avuto le mie delusioni, come tutti, ma preferisco non scendere nei dettagli per non dare soddisfazione a chi mi ha ferito. Uno dei miei prossimi obiettivi è sposarmi, avere figli costruire una famiglia tutta mia, ma al momento non c’è nessuno nella mia vita. Sono diventato molto selettivo.
Cosa cerchi in una donna?
Oggi va di moda il ghosting, ovvero sparire per sentirsi importanti. Io invece sono l'opposto: sono uno che visualizza e risponde subito. Quando troverò una persona che farà lo stesso, ti chiamerò per annunciare il mio matrimonio. Credo che ci sia questa corsa a voler essere il ‘malessere' della situazione per sentirsi desiderati, ma bisognerebbe essere più adulti, riscoprendo la bellezza di esprimere i propri sentimenti con tranquillità.
Com'è stato rivivere il set senza Antonello Fassari? Nella trama ci sarà un riferimento a Cesare?
Lui c'era, come dice Claudio, era con noi. La serie è completamente dedicata a lui. Mi ha commosso vedere sui social le foto create con l'intelligenza artificiale che lo ritraggono come un angelo. Nella trama c'è un riferimento a lui, non dico altro, ma Cesare ci sarà.
Con chi hai guardato la prima puntata?
Mi ero organizzato da tempo: l'ho guardata da solo con il mio cane, Pippetto. È un bull terrier di 14 anni, un'età rara per la sua razza. C'era nella sesta stagione e c'è stato per questo grande ritorno. Ho voluto condividere quel momento solo con lui.