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OPINIONI

È sbagliato se il malore di Belén Rodriguez diventa il pretesto per fare congetture sulla sua vita

Belèn Rodriguez allerta i vicini e viene portata in ospedale. L’evento ha scatenato speculazioni social su salute mentale, figli e carriera, alla ricerca di motivazioni per dare un volto al malessere che l’avrebbe travolta. Da personaggio pubblico, è inevitabile finisca sotto la lente, ma usare il microscopio dell’opinionismo in questi casi risulta abbastanza indigesto.
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Belèn Rodriguez sta male, allerta i vicini, viene portata in ospedale. Solo poche ore prima giravano notizie su un presunto incidente stradale (o una serie di tamponamenti) avvenuto a Milano, a seguito del quale si sarebbe beccata una denuncia per omissione di soccorso. Non basta. Fronte professionale, L'Isola dei Famosi affidata all'acerrima rivale Selvaggia Lucarelli. Una serie di eventi a catena che hanno generato l'effetto domino di un opinionismo dilagante, portatore insano di una verità in tasca che finisce per diventare indigesta.

Mentre la nota conduttrice argentina era in ospedale e i soccorritori riferivano a Fanpage.it di un forte stato confusionale quando sono entrati in casa, tanto che si esprimeva a monosillabi, le varie teorie su terapie e psicofarmaci la facevano da padrona. Poi il fatto che fosse sola in casa, allora subito "e la famiglia dov'è?", "è il caso di lasciarla sola in un momento di vita così delicato?". Per non parlare dei figli (Santiago, 13 anni, e Luna Mari, 4 anni), entrambi minori, che non erano con lei ma "avrebbero potuto esserlo" e che madre avrebbe mai dimostrato di essere? Cosa accadrà adesso a questi bambini?

Dal contesto familiare alle motivazioni il passo è breve. Le ipotesi sul cosa l'abbia potuta spingere ancora una volta nelle braccia della depressione sono state vendute tanto al kg. C'è chi pensa che la sua vita professionale, complice la notizia del reality soffiato sotto il naso, sia stata l'innesco che ha fatto deflagrare una crisi profonda, dalla quale sarebbero partire riflessioni profonde sul suo posizionamento nel mercato e sull'eventualità di lasciarla questa tv che le ha più volte voltato le spalle. Chi invece suppone sia frutto di un periodo no, che parte da lontano, almeno dal 2025, quando è salita poco lucida sul palco di Vanity Fair, e che da quando è avvenuta la separazione da Stefano De Martino le cose, storto o morto, non hanno più funzionato su più fronti. Ancora, l'idea che sia tutto riconducibile a quella mania di perfezionismo che alla fine potrebbe averla risucchiata nel vortice delle aspettative mancate, una vita talmente piena di filtri da non essere più riconoscibile nemmeno ai suoi occhi.

Ore e ore di dissertazioni sulla salute mentale, su quanto questo mondo dello spettacolo sia deformante, ai limiti della dismorfia, e ostacoli a volte la naturale evoluzione dei personaggi che arrivano a illudersi che la vera missione sia sentirsi realizzati con una ring light e un bel mucchio di like sotto il cuscino. Parole che hanno un peso, che diventano strumento di "analisi da scrollata", troppo personali e così poco attendibili per trovare un posto nella ricostruzione reale di ciò che è stato. Potrà dirlo solo lei, Belén, se vorrà e si sentirà pronta a dare spiegazioni, o anche solo rassicurazioni. Per ora ciò che contano sono i fatti, per come vengono riportati da chi sul posto c'era o da coloro che sono intervenuti in seguito per prendersene cura. Da personaggio pubblico, è inevitabile finisse sotto la lente, ma che quest'ultima diventi quella di un microscopio lo si comprende meno.

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Casertana di origine, napoletana di adozione. Laureata in Lingue e Letterature Straniere all'Università L'Orientale di Napoli, sono Caposervizio dell'area spettacolo a Fanpage.it dal 2010, anno in cui il giornale è nato. Cinefila e appassionata di tv, nel tempo libero mi alleno a supportare un cognome impegnativo. 
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