Valentina Bivona, Marta de I Cesaroni: “Il provino fu una catastrofe. Il calo degli ascolti? Colpa dell’orario”

A 6 anni Valentina Bivona ha capito di voler fare l'attrice e da allora non ha più abbandonato il suo sogno: il primo ruolo a 8 anni, poi lo studio della recitazione portato avanti insieme alla scuola, sempre con il sostegno della famiglia. Una carriera cresciuta rapidamente che l'ha portata oggi, diciannovenne, recitare nel cast de I Cesaroni- Il Ritorno, dove interpreta il personaggio di Marta Cesaroni, figlia di Eva e Marco. A Fanpage.it ha raccontato la sua esperienza nella serie, la somiglianza con il personaggio e la sua vita fuori dal set: "Mi hanno sempre trattata come fossi parte della famiglia. A differenza di Marta, non sono stata un'adolescente combina guai".
Come sono arrivati I Cesaroni nella tua vita?
A casa mia guardare i Cesaroni la sera era una tradizione, la serie ha per me un grande bagaglio emotivo. Il provino per il ruolo di Marta è stato una catastrofe, sono arrivata con 45 minuti di ritardo perché ero nel posto sbagliato. È stato proprio un provino in pieno stile Cesaroni (ride, ndr).
Hai sentito la responsabilità di questo ruolo, immaginato per anni dai fan di Eva e Marco?
Per preparare Marta ho riguardato le vecchie stagioni e ho cercato di fare un mix tra mamma Eva e papà Marco, tra la sua famiglia americana e i Cesaroni. Ho sentito una grande responsabilità per questo ruolo e ho avuto un po' di tensione, ma sul set c'è un'atmosfera veramente serena con cui si riesce a lavorare al meglio.
Te lo immaginavi così?
Immaginavo che si volessero bene proprio come appare in tv, però non pensavo così tanto. Mi hanno sorpreso in modo positivo. Non mi sono mai sentita "quella nuova" e tutti mi hanno sempre trattata come se fossi da sempre parte della famiglia.
Ti ci rivedi in Marta?
Ci assomigliamo molto dal punto di vista della gestione dei sentimenti, anche se lei è più piccola di me e questo mi ha permesso di tornare ad alcune ‘prime volte' che ho vissuto. Siamo invece molto diverse dal punto di vista del combinare guai, io sono stata un'adolescente più tranquilla perché avevo fatto un patto con la mia famiglia.
Cioè?
Dovevo andare bene a scuola così potevo continuare a studiare recitazione. Fin da piccolissima mi sono innamorata di questo mondo e ho anche avuto la fortuna di iniziare a lavorare. Ho sempre studiato recitazione continuando ad andare a scuola, che veniva prima di tutto. Sono figlia unica e i miei genitori sono separati, vivono entrambi nelle Marche. Siamo una famiglia allargata a modo nostro (ride, ndr).
Quando hai capito di voler fare l'attrice?
A 6 anni ho visto il film Matilda sei mitica e la protagonista aveva la mia età. Ricordo di aver pensato ‘se lei riesce a farci entrare nel suo mondo con così tanta gioia e naturalezza, forse posso farlo anche io'. Poi è stata mia mamma che ha iniziato a cercare su internet le prime agenzie e i primi provini. I miei genitori mi hanno sempre sostenuta, accompagnandomi anche a fare sport. Oltre alla recitazione, andavo a cavallo e praticavo judo, tutto sempre in funzione di quello che sarebbe potuto servirmi sul set.
Il primo ruolo?
In realtà ho iniziato con le pubblicità a 8 anni, il primo ruolo effettivo è stato nel film storico Rosso Istria, che racconta il secondo dopoguerra delle foibe.
Un piano B lo hai mai considerato?
Sì, però sempre all'interno di questo mondo. Mi sto avvicinando molto alla regia e un giorno mi piacerebbe essere regista di un progetto dove ho anche un ruolo, un po' come Claudio Amendola.
Federico Russo ha raccontato che l’attore è un mestiere precario e che "non campi una vita con un solo progetto". Sei d’accordo?
Assolutamente, è un lavoro difficile perché riesci a ottenere un ruolo soprattutto quando cercano una persona con le tue caratteristiche fisiche, ad esempio nel mio caso una ragazza con occhi e capelli di un certo tipo. Dal punto di vista economico sarebbe meraviglioso riuscire a vivere di cinema nelle sue diverse forme, ma è complicato. Non basta un lavoro, bisogna essere sempre duttili e camaleontici.
Ti è mai capitato di fare altri lavori oltre l’attrice?
Ho provato una volta a fare la barista, ma sono durata due ore. Non perché non lo volessi, ma perché non sapevo proprio dove mettere le mani. Dovevo imparare il mestiere, poi mi hanno chiamata per un altro lavoro e sono andata via.

Dopo l’ottimo debutto della prima puntata, gli ascolti de I Cesaroni sono calati e si sono stabilizzati su numeri più bassi. Pensi che sia superato l’effetto novità e nostalgia?
Ho letto molti commenti sull'orario di inizio della puntata, più che sull'effetto nostalgia. Penso che il calo abbia risentito dell'aspetto legato alla programmazione, perché ad esempio molti fan ci hanno scritto sottolineando come siamo riusciti a riportare in tv la trama storica dei Cesaroni, raggiungendo anche una fetta di pubblico che all'epoca non era ancora nata.
Tu fai parte della GenZ, molto attenta a tematiche sociali e la prima a parlare apertamente di salute mentale. È un tema che senti caro?
In questi anni ho affrontato problemi di ansia da prestazione, il fatto di non sentirmi abbastanza. Ho frequentato una scuola statale e con il mio lavoro dovevo avere una media altissima per non essere vista male dai professori. Se sapevo di non poter prendere il massimo, non mi presentavo all'interrogazione. Grazie al personaggio di Marta ho capito che le particolarità, quelle che pensi ti rendano diversa, sono proprio la tua scintilla.
L'ansia ti ha mai bloccata?
No, perché c'è sempre stata una forza di volontà nel volerla combattere che ha sempre prevalso su tutto il resto. Con il tempo ho imparato a parlare con la mia ansia, penso che le cose brutte si possano sempre trasformare, come spesso succede nella famiglia Cesaroni.
Ci sono possibilità concrete che Alessandra Mastronardi, interprete di Eva Cudicini, torni nella storia?
In questi episodi hanno voluto inserire la sua figura, nonostante Alessandra non ci sia fisicamente, per dimostrare che una madre resta una figura presente anche se i genitori si separano. Per il resto, di organizzazione e del futuro, io personalmente so poco.
In amore sei come Marta o hai trovato la tua stabilità?
Quando sei un attore, in amore è difficile trovare una persona che capisca da vicino il tuo mestiere. Ora sono fidanzata con un ragazzo che fa il mio stesso lavoro ed è una relazione che tengo molto privata perché, se ricevesse notorietà nel nostro campo, vorrei che trovasse la sua identità artistica e che non fosse legata alla mia.
Come ti immagini tra 10 anni?
Spero di avere un mio posto e magari iniziare a mettere le basi per una famiglia. Mi piacerebbe diventare mamma un giorno.