video suggerito
video suggerito
I Cesaroni 7 - Il ritorno

Federico Russo: “Sono single, ma in amore sono come Mimmo de I Cesaroni. Da piccolo portavo la prof sul set”

Da ‘piccolo di casa’ a insegnante di sostegno, Federico Russo ha raccontato a Fanpage.it come è stato tornare nei panni di Mimmo ne I Cesaroni: “È un ragazzo dolce e allo stesso tempo serio e responsabile”. La prima volta sul set della serie aveva 9 anni: “Mi divertivo, era come un luna park. Avevo una prof sul set che mi faceva studiare”. E l’amore? “Oggi sono single”.
A cura di Elisabetta Murina
0 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Per Federico Russo il set de I Cesaroni è stato come un "lunapark". La prima volta che ci mise piede aveva 9 anni, era il "piccolo di casa" e recitare lo divertiva moltissimo. Oggi, a distanza di più di 10 anni dall'ultima volta, è tornato a vestire i panni di Mimmo ne I Cesaroni- Il ritorno, ogni lunedì in prima serata su Canale 5. A Fanpage.it ha raccontato l'evoluzione del suo personaggio, diventato un insegnante di sostegno nella stessa scuola in cui ha studiato: "È un ragazzo responsabile e allo stesso tempo dolce, mi ci rivedo in tutto quello che riguarda la famiglia e la serietà. Da "piccolo" sono diventato il maggiore dei fratelli per saggezza e maturità". E l'amore? "Sono single, vengo da una relazione molto bella finita per bisogno di spazi personali". 

Dopo le prime puntate de I Cesaroni, quale è stato il riscontro del pubblico?

Il riscontro del pubblico, in termini di numeri, è stato positivo. Da parte delle persone ci sono stati affetto e curiosità, da una parte la conferma del vecchio pubblico e dell'altra il nuovo. Sono fiducioso, credo che andrà bene.

Te lo aspettavi?

No, perché non mi do mai un'aspettativa quando faccio nuovi progetti, che siano I Cesaroni o altro. Mi è capitato di pensare che alcune cose sarebbero andate benissimo e purtroppo poi non è stato così, così come mi è successo il contrario. Questo mondo è un po' causale, non bisogna mai farsi piani.

C’è chi non vedeva l’ora di tornare a casa Cesaroni e chi invece pensava che potesse “rovinare” un ricordo: tu come hai gestito l’aspettativa?

Con tranquillità, senza ansia e aspettative, ricordando sempre che è un lavoro e che ho fatto il massimo per il mio ruolo. Poi bisogna anche entrare nella soggettività del pubblico, c'è a chi piace e chi non ha mai visto nemmeno una puntata. Ho seguito i primi episodi tranquillamente in famiglia e con tanto piacere.

Critiche ce ne sono state?

Gli unici due commenti negativi ricorrenti sono stati il ritardo di Gerry Scotti con La Ruota della Fortuna, in cui noi non c'entriamo niente, e il fatto che sembro più piccolo. Tanti mi hanno scritto: "Ma come fa a essere un professore che ha l'età di Olmo?". Vado per i 29 anni, ne ho 10 in più di Olmo e del suo interprete Andrea Arru (ride, ndr). Da sempre mi dicono che sembro più giovane, in qualsiasi parte io vada, l'ultima volta in un locale a Roma mi hanno chiesto i documenti anche solo per andare in bagno.

Hai mai pensato che fosse un rischio tornare a interpretare Mimmo?

No, ero molto sereno perché per preparare il personaggio c'è stato un grane lavoro con gli sceneggiatori e con la regia di Claudio (Amendola, ndr). Non ho paura essere etichettato dal pubblico come Mimmo, continuo con il mio lavoro come ho sempre fatto e credo di aver dimostrato di poter fare anche altro. Dipende tutto come tu stesso la vivi.

Cosa rappresentano per te I Cesaroni?

Un grandissimo punto di partenza e una grande scuola. Per me sono famiglia, mi sento a casa, sul set ho passato praticamente tutte le fasce di età, da quando ero piccolo alla pre-adolescenza fino all'adolescenza stessa.

Immagine

Nicolò Centioni ha raccontato a Fanpage.it che per tornare a interpretare Rudy ha dovuto perdere peso. Tu in che modo ti sei preparato fisicamente? 

Per fortuna ero in forma e non ho dovuto fare chissà quale lavoro fisico, rispetto magari ad altri colleghi. Sicuramente ho rispolverato le vecchie stagioni per ritrovare l'energia del progetto e ritrovare l'equilibrio con le caratteristiche caratteriali di Mimmo. Quindi ho lavorato più che altro per capire come portare la sua bontà e saggezza in questa nuova versione.

Abbiamo lasciato Mimmo come il piccolo di casa e lo ritroviamo professore di sostegno nella sua stessa scuola: pensi che sia lo sviluppo giusto per il suo personaggio?

Sì, assolutamente, è un ragazzo serio e allo stesso tempo dolce, non polemico e responsabile.

Quanto ti ci rivedi in lui?

Mi ci rivedo per tutto quello che riguarda la serietà e la famiglia, anche io ne ho una molto numerosa. Però non sono così preciso e responsabile come lui.

Sembra quasi che ora sia diventato lui il fratello maggiore. 

Da piccolo di casa a maggiore per quanto riguarda saggezza e maturità. È diventato un consigliere e il collante con Marco e Rudy.

L'amore arriverà nella vita di Mimmo?

Qualcosa verrà, non posso dire altro (ride, ndr). 

 Tu invece nelle relazioni sei più cauto e riflessivo oppure preferisci buttarti?

Sul lato sentimentale sono molto come Mimmo, ragiono tanto e non mi faccio prendere dall'impulsività. In questo momento della mia vita non sono fidanzato, vengo da una relazione molto bella finita per il bisogno di spazi personali.

Immagine

Hai iniziato a girare I Cesaroni quando avevi 9 anni: che ricordi hai di quegli anni?

Ricordo che andavo sul set e mi divertivo, era come un grande luna park. Ero il più piccolo, venivo sempre coccolato e mi piaceva stare con le persone. Per il resto ho sempre fatto una vita normale, frequentavo una scuola paritaria che mi permetteva di lavorare e studiare, avevo una professoressa sul set che mi seguiva sempre. I compagni di classe che non mi hanno mai fatto pesare il fatto di essere un attore, anzi, mi prendevano in giro con ironia.

Come hai gestito il lato economico dopo il successo della fiction?

Fino ai 18 anni si è occupata mia madre di tutto. Ha affidato i guadagni a un giudice tutelare e venivano depositati direttamente sul mio conto corrente. Quando sono diventato maggiorenne, ho poi potuto usare i miei risparmi.

Come?

Ho comprato un appartamento a Roma, poi ho fatto viaggi e corsi di formazione. Diciamo che li ho usati in maniera funzionale, per la mia crescita personale.

Finita la serie, sei rimasto sempre nel mondo della recitazione o hai mai pensato ad altro?

Per ora rimango nel mondo della recitazione, continuo su questa strada con gioie e dolori. Ho avuto la fortunata di riuscire a lavorare sempre e ne sono grato. A un piano B ci avevo pensato, che era quello dell'università, però è qualcosa che per il momento tengo per me.

Immagine

Micol Olivieri ha detto di non essere stata neanche avvisata del ritorno de I Cesaroni. Hai avuto modo di sentirla? 

L'ultima volta che l'ho vista è stato in occasione del funerale di Antonello Fassari, poi non abbiamo più parlato. Non so niente del modo in cui è stato affrontato il suo ritorno. Per quanto mi riguarda voglio bene a tutti e li considero come fratelli e sorelle e penso che ognuno abbia le sue necessità.

Secondo te, l’assenza di alcuni personaggi storici del cast può essere un limite per il pubblico o in qualche modo un vantaggio?

Credo che sia soggettivo. Alcuni fan storici ci sono rimasti male per via delle mancanze nel cast, anche se hanno comunque visto la serie, mentre altri hanno iniziato a vederla come se questa fosse la prima stagione e neanche avevano in testa i vecchi personaggi. Poi già nelle ultime, ad esempio, mancavano nomi come Alessandra (Mastronardi, interprete di Eva Cudicini, ndr) e Elena (Sofia Ricci, interprete di Lucia ndr). Non è quindi una questione di vantaggio o svantaggio, è semplicemente un fatto. I Cesaroni sono così e spero che piacciano al pubblico per come sono.

Questa stagione è dedicata ad Antonello Fassari, che avrebbe dovuto esserci nelle riprese. Quale è il ricordo più bello che hai con lui?

Girare senza di lui è stato doloroso, c'era quasi un senso di rispetto entrando in bottiglieria e in alcuni "suoi" luoghi. Quello che mi ricorderò sempre sarà la sua capacità di darmi consigli veri, che avrebbe dato a un nipote. Era in grado di essere serio e scherzoso allo stesso tempo, smorzando anche la situazione più difficile.

In sintesi, cosa dobbiamo aspettarci da questa stagione?

Aspettatevi tanto caos, in senso positivo ovviamente.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views