LDA e Aka7even: “Poesie Clandestine è un amore nascosto, come Napoli Sotterranea”

LDA e Aka7even hanno portato la loro Poesie Clandestine al Festival di Sanremo 2026. Dopo aver rotto il ghiaccio con una buona esibizione in coda alla prima serata, la coppia di giovanissimi cantanti ex Amici si raccontano al format di Fanpage.it, Disegna la canzone. Con pennarello e foglio bianco, è Aka7even a dare vita alla sua canzone sotto la forma di una raffigurazione pittorica mentre racconta, insieme al compagno e collega, il senso del pezzo.
Come è nata la canzone: "È la storia di un amore fuggente e clandestino"
"È una canzone d'amore", esordisce LDA, "un amore fuggente, ecco perché è clandestino". L'uso di Napoli Sotterranea come metafora: "Di una lei segreta, nascosta e buia". C'è anche il dialetto napoletano: "Ci sembrava giusto mostrarlo perché siamo di Napoli, anche se sono sempre stato restio a cantarlo e puoi immaginare perché", ci spiega il cantante facendo riferimento a possibili paragoni con il padre Gigi D'Alessio. Anche per Aka7even è una prima volta per lui con il dialetto.
Il pensiero per Tullio De Piscopo
Nella serata delle cover, il duo porterà sul palco Andamento Lento accompagnati proprio da Tullio De Piscopo, che ha festeggiato 80 anni tre giorni fa. Aka7even spiega cosa significa per loro essere sul palco con una leggenda vivente: "Ci ha cresciuto, è stato uno dei primi pezzi che ho ascoltato da piccolo. Sapere di poter portare sul palco una leggenda napoletana e mondiale è un onore. C'è una sorta di collegamento emotivo con il maestro, sapere di essere al fianco di una leggenda della batteria è devastante".
I percorsi diversi che si incotrano
La storia di questo sodalizio artistico è quello di due percorsi diversi che si incontrano. LDA viene dall'R&B, Aka7even dall'urban pop sperimentale: la loro unione ha trovato una sintesi, un punto d'incontro. "Nel disco che ascolterete, ci teniamo a dire che noi siamo questo", precisa LDA, "ma i percorsi solisti continuano verso i rispettivi generi".
Il rapporto con gli hater
"Non sono uno che si fa scivolare le cose addosso", spiega LDA, "devo sicuramente imparare. Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce, ed è purtroppo la verità. Focalizzarsi per quei pochi commenti negativi mi fa rimanere male". Della visione opposta è Aka7even: "Preferisco giovare della mia pazienza. Tanti anni di sacrifici per appesantirmi sui commenti, sull'hating non lo trovo giusto per me".