Intervista ai Me contro te: “Siamo un esempio per i bambini, sentiamo una grande responsabilità”

I Me contro te sono gli youtuber più amati dai bambini e dai ragazzi: imprenditori dell’intrattenimento, dopo film, serie, video su Youtube e canzoni si sono cimentati con l’album di Natale.
A cura di Francesco Raiola
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Dopo i film, i gadget, la serie tv, i video su Youtube, i Me contro te tornano con un album di Natale, ovvero "Natale con Luì e Sofì" (Warner Music), coronando la loro passione per la musica. Luigi Calagna e Sofia Scalia, meglio conosciuti come Luì e Sofì, questa volta si sono cimentati con i classici di Natale e qualche inedito, cercando, come sempre, di portare il loro mondo anche nella tradizione: tra dance e pop, quindi, i due youtuber siciliani, che ormai sono veri e propri imprenditori, rivoluzionando quelli che erano i canoni dell'intrattenimento per bambini e ragazzi, hanno aggiunto un tassello a un ramo importante della loro vita, la musica, e lo fanno mentre su Netflix è disponibile il loro concerto. Con Fanpage.it hanno parlato dei loro esordi, dell'amore per la musica, di come si cresce cercando di mantenere la sintonia con i più piccoli e della differenza tra la realtà e Youtube.

Come è stato fare gli youtuber quando Youtube non l'avevate ancora rivoluzionato?

Sofì: Quando abbiamo cominciato Youtube quasi quasi non esisteva, nel senso che si iniziava a conoscerlo, però non era ancora diventato mainstream. Si potevano vedere lì i videoclip, c'era qualche tutorial, c'erano Clio Make up e Willwoosh, noi apparteniamo a quella generazione.

Luì: All'inizio è stato difficile farlo capire anche ai nostri genitori, vedevano che trascorrevamo molto tempo appresso a YouTube, anche perché facevamo tutto da soli: editavo i video, li registravamo nella cameretta, vedevano che perdevamo tutto questo tempo per qualcosa che non portava a nulla, però ci hanno sempre supportato e  di questo gliene siamo grati. Il fatto che vedevano che per noi era un divertimento e che ci faceva star bene ci ha permesso di andare avanti per questa strada finché poi pian piano è diventato il nostro lavoro.

Chi ha avuto l'idea di aprire il canale e come vi dividevate i compiti all'inizio?

S: L'idea è stata di Luì.

L: Sì, io sono un super fan di YouTube e guardavo tutti gli youtuber dell'epoca, compresi quelli americani. Parallelamente, invece, noi facevamo dei video che condividevamo con i nostri amici su WhatsApp, ce li scambiavano con i nostri conoscenti finché ci siamo detti: perché non li mettiamo su internet? Ma non c'era alcuna intenzione di diventare famosi, di diventare influencer, anche perché allora non esisteva il ruolo dell'influencer che guadagna con internet. Così abbiamo cominciato a pubblicare i video, li registravamo in maniera veramente super amatoriale, col telefonino appoggiato sulla scala, senza luci, senza niente.

S: Anzi, la luce l'avevamo, era un neon che ci aveva dato mio padre, staccato da chissà dove.

L: Così abbiamo iniziato a pubblicare.

Come andò?

L: il primo video fece otto visualizzazioni, credo. Il secondo ne fece dieci, poi dodici, però questa cosa non ci ha mai scoraggiato, sai, non c'era l'obiettivo di raggiungere un milione di visualizzazioni, anche perché, venendo entrambi da un piccolo paese di provincia, non ci saremmo mai immaginati di poter avere successo, quindi abbiamo continuato a fare questi video perché ci divertiva. Dopo 3 o 4 mesi avevamo raggiunto 1000 iscritti, che per noi era qualcosa di incredibile perché non le conoscevamo mille persone, così quel giorno, era gennaio, ci siamo fatti una promessa, ci siamo detti: "Se quest'anno raggiungiamo 10.000 iscritti continuiamo, altrimenti ci fermiamo", perché veramente impiegavamo tanto tempo a fare tutto questo.

L: Quell'anno abbiamo raggiunto 300.000 iscritti e quindi abbiamo capito che non potevamo fermarci e siamo andati avanti per questa strada.

La musica ha preso sempre più piede, diventando un asset importante, come l'approdo all'album di Natale dimostra: come avete capito che era arrivato il momento di cimentarvi con questo classico?

S: La musica per noi è sempre stata una grandissima passione, facevamo musica in tutte le salse, in tantissimi stili, spaziamo molto. A casa nostra c'è sempre musica e da sempre volevamo realizzare un disco di Natale perché lo amiamo, e finalmente quest'anno abbiamo avuto l'occasione di farlo.

L: Erano già diversi anni che si parlava della possibilità di farlo, solo che ogni volta, nel periodo natalizio, usciva il film o altri progetti e quindi si sarebbero accavallati creativamente e avremmo fatto fatica a dargli la giusta importanza. Quest'anno, invece, avevamo un Natale abbastanza libero, così abbiamo deciso di dedicarci anche a questo. All'interno del disco ci sono dieci canzoni, di cui tre sono originali, inediti nostri, come "Super Babbo Natale", sette cover, alcuni di classici molto famosi come per esempio Jingle Bells, nella nostra versione Din Don Dan, tutti risuonati in chiave da dance, perché vorremmo trasmettere un po' della follia dei Me contro Te e del divertimento che cerchiamo di trasmettere sempre con i nostri video.

S: Sì, perché il Natale è un momento per stare insieme, quindi un momento romantico, però soprattutto deve essere un momento di festa e quindi bisogna scatenarsi con le nostre canzoni.

Scrivere canzoni pop è difficilissimo, scriverne di Natale forse ancora di più: come sono nate le vostre canzoni?

L: Noi siamo la mente creativa dietro a tutti i brani e partiamo sempre dal pensare cosa possa piacere ai nostri fan, cosa ci potrebbe divertire e il mood di quel periodo. Insieme a noi lavorano degli autori fantastici, come alcuni che sono ormai diventati nostri amici nella vita reale, come Shade e Roofio, con cui scriviamo e componiamo tutti i brani e spesso sono loro in primis, che poi producono anche altri artisti come artisti della scena rap italiana, ci dicono che lavorare con noi è più semplice perché non abbiamo da dover mantenere uno status e una credibilità da cantante, ma noi facciamo veramente ciò che ci piace, quindi passiamo da fare canzoni per balli di gruppo, come "La canzone del cowboy" uscita l'estate scorsa, a brani molto più profondi come "Colpo di fulmine" o "Insieme", a sigle dei cartoni animati praticamente come "Il Grinch", una delle canzoni del nuovo album.

Non dovrete mantenere la credibilità dei cantanti, però vi toccano concerti da star del pop, con migliaia di persone: come portate avanti questa grande macchina musicale e produttiva?

S: Sì, per noi è davvero una parte molto importante di tutto quello che facciamo, credo che tra tutte le cose che facciamo, la musica sia forse quella che preferiamo, anche forse più dei film.

L: Praticamente viviamo il fare musica quasi come un hobby perché il nostro lavoro principale o, comunque, quello che poi prende più tempo dell'anno, è realizzare i film, le serie tv e i video su YouTube, quindi quando possiamo ritagliare quel momento per andare in studio, ascoltare un po' di musica, cantarla, è il più bello. Fare gli spettacoli dal vivo è stata la cosa più emozionante della nostra vita.

S: Per la prima volta tutti quei numeri che vedevamo sempre nei nostri social sono diventate delle facce reali. Abbiamo avuto modo di vedere tutti questi bambini con le famiglie che si divertivano a guardarci, si sono scatenati, è stato veramente emozionante e a stento riuscivamo a trattenere le lacrime.

L: L'anno scorso abbiamo fatto questo tour nei palazzetti con uno show incredibile: non siamo veri e propri cantanti, però lo show che abbiamo tirato su è quello da veri artisti che fanno i palazzetti, sia perché insieme a noi lavorano le maestranze che poi lavorano per tutti gli altri cantanti, quindi abbiamo fatto questo show incredibile che adesso è disponibile su Netflix, per chi lo volesse vedere, e il prossimo anno lo rifaremo però con uno show ancora più bello, perché è lo show per festeggiare i dieci anni di carriera dei Me contro Te.

Mi avete anticipato la domanda…

L: Dieci anni di carriera… sembra veramente ieri che abbiamo iniziato questo mondo e il prossimo anno poter festeggiare questo, insieme ai nostri fan, nei palazzetti, ripercorrendo tutta la musica che ci ha accompagnato, è qualcosa che non vediamo l'ora di fare.

Come si fa a rimanere in sintonia con un pubblico che non cresce come crescete voi?

L: Nel nostro caso è tutto avvenuto con molta spontaneità, forse la componente vincente nel nostro percorso è proprio questa spontaneità, siamo veramente noi. Qualche anno fa ci veniva posta la domanda se pensavamo di crescere coi nostri fan oppure pensavamo di parlare sempre ai più piccoli e non sapevamo come rispondere, oggi però sappiamo che le generazioni stanno cambiando e c'è stato già un cambio generazionale perché a volte per strada incontriamo dei ragazzi diciottenni che ci dicono che siamo stati la loro infanzia.

L: È veramente molto strano, poi noi non abbiamo mai pensato ai contenuti che facciamo per un target in particolare, sarebbe impossibile anche perché ci seguono dai bambini di quattro anni ai bambini di dieci anni e magari qualche ragazzino che ancora a 14 anni è legato a noi, quindi per noi il modo più semplice per approcciarci e per provare a fare dei contenuti è solo pensare a divertirci e fare ciò che ci piace: come ci piacerebbe fare un film? Come ci piacerebbe cantare delle canzoni di Natale? Probabilmente questa spensieratezza poi si trasmette e viene apprezzata da chi ci segue e infatti abbiamo un pubblico enorme, affezionato a noi. Oggi ci seguono le sorelline o i fratellini di chi ci seguiva, magari, cinque sei anni fa, questo è incredibile.

Raggiungere una platea così ampia di bambini e ragazzini vi ha mai portato un senso di responsabilità rispetto ai messaggi e ai contenuti? Vi capita di dover adattare a quel pubblico temi più seri?

S: Sicuramente sentiamo di avere una grande responsabilità perché comunque i più piccoli ci prendono come esempio, per noi è fondamentale riuscire sempre a trasmettere valori e messaggi positivi.

L: Ci lasciamo sempre guidare dal buon senso, la nostra idea è quella di far sì che i 10 minuti che passano davanti a un nostro video, l'oretta che passano al cinema con la propria famiglia, siano momenti di spensieratezza, per questo cerchiamo di lasciare in disparte i temi brutti o i momenti difficili: per esempio, durante la pandemia non abbiamo mai fatto riferimento al Covid, nonostante pubblicassimo un video al giorno per far sì che anche chi vedeva i nostri video in quei momenti li potesse staccare dalla realtà e quindi, a sua volta, staccarsi un po' da questi temi qui e vivere un po' di serenità. All'interno di tutti i contenuti che facciamo, poi, cerchiamo di trasmettere sempre dei valori più positivi possibili, come quelli dell'amicizia, dell'affetto, dello stare insieme.

Avete completamente cambiato il modello di intrattenimento: una volta c'era l'Albero azzurro, adesso ci siete voi. In che modo avete visto e vissuto questo cambiamento dall'interno? Com'è stato sostituire un modello di intrattenimento che durava da così tanto tempo?

S: Da piccoli eravamo dei grandi fan della Melevisione, di Art Attack, però poi a un certo punto questi programmi in tv non ci sono più stati, probabilmente ci siamo inseriti in questo spazio che si era venuto a creare proprio perché non c'erano più dei programmi televisivi per bambini con delle persone vere, e quindi è arrivato Youtube.

L: È stato totalmente casuale, ci siamo trovati al posto giusto al momento giusto: noi facciamo i nostri contenuti che però non avevano alcun obiettivo di intercettare un target di bambini, anche perché quando abbiamo cominciato i bambini non c'erano su YouTube, semplicemente in quel periodo lì non c'erano più questi programmi di intrattenimento per i più piccoli…

S: Oggi, a mente lucida, guardando un po' il quadro ce ne rendiamo conto, mentre c'eravamo dentro non avevamo capito che era successa questa cosa.

E come ve me siete accorti che quel pubblico stava crescendo, quindi?

L: Ci siamo resi conto che cominciavano a crescere i commenti, sgrammaticati, con tanti bambini che ci scrivevano e lì abbiamo capito che stava succedendo qualcosa e poi abbiamo continuato per la nostra strada, ma con più consapevolezza e più responsabilità. Oggi stiamo molto attenti a quello che diciamo, sia nei nostri video che nei nostri film e ovunque, perché sappiamo che spesso, soprattutto i più piccoli, pendono dalle nostre labbra, quindi anche le scelte che facciamo e qualunque cosa diciamo potrebbe avere un'influenza su quel target lì.

Posto giusto al momento giusto, ma ormai siete imprenditori con un fatturato importante. C'è ancora chi confonde la realtà, in cui siete due imprenditori, con i video in cui scherzate rivolgendovi a un pubblico più piccolo, rivolgendosi a voi in maniera superficiale?

L: Sì, capita spesso, ma un po' stiamo al gioco, a noi piace l'idea di mostrarci con la semplicità che abbiamo e che abbiamo sempre mantenuto, anche perché la la crescita di fama che abbiamo avuto è stata molto graduale, è durata dieci anni, quindi non è che dall'oggi al domani ci siamo trovati famosi e non sapevamo come gestirla. Quasi ci siamo abituati e proprio per questo abbiamo mantenuto le nostre normali routine, i nostri amici di sempre, quelli con cui passiamo le feste in Sicilia.

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