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Flavio Insinna e l’addio a L’eredità: “Nessun rancore, nella vita bisogna saper voltare pagina”

Flavio Insinna intervistato da Repubblica: “Non c’è più una cosa, ne succederà un’altra. O come dicevano le nonne: ‘Chiusa una porta, si apre un portone'”.
A cura di Daniela Seclì
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Flavio Insinna ha rilasciato un'intervista a Silvia Fumarola per Repubblica. L'attore e conduttore, dal 29 dicembre a teatro con lo spettacolo Gente di facili costumi, diretto da Luca Manfredi, è tornato a parlare dell'addio alla trasmissione L'eredità. Il cinquantottenne ha spiegato di non provare alcun rancore per come sono andate le cose: "Nella vita bisogna saper voltare pagina. Non c'è più una cosa, ne succederà un'altra. O come dicevano le nonne: ‘Chiusa una porta, si apre un portone'".

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Flavio Insinna ha spiegato che se l'addio al programma L'Eredità fosse avvenuto quando aveva 30 anni, la sua reazione sarebbe stata nettamente diversa: "Credo che avrei reagito in un altro modo. Rabbia e paura: ‘E adesso?'. Ma ho 58 anni, e a 58 anni sei obbligato ad avere il cervello della tua età. Accetti le decisioni. Poi non si può neanche pensare di condurre la stessa trasmissione per tutta la vita". Dunque, ha assicurato di non provare rancore per come sono andate le cose:

Scherza? Per la Rai provo solo riconoscenza. Lo dissi anche alla conferenza stampa del film tv La stoccata vincente, la storia del campione di scherma Paolo Pizzo: viviamo in un mondo in cui pensiamo che siamo solo i risultati che otteniamo e esistono solo i miliardi di visualizzazioni. Non è così. La vita è il rapporto con gli altri, darsi.

La lunga carriera di Flavio Insinna

Flavio Insinna ha lavorato in Rai per quasi trent'anni. Un lungo percorso ricco di esperienze professionali: "Don Matteo, Ho sposato uno sbirro, Affari tuoi, poi le serate speciali, Telethon, telefilm su telefilm. La Rai mi ha cambiato la vita. Ora è finita con L'eredità?, va bene ma c'è il teatro poi la fiction, ci possono essere altre cose. Non faccio il buono, la mia è la riflessione di uno che ha quasi 60 anni e ha lavorato tanto". E ha ricordato:

Ho vissuto stagioni piene, ricordo quando ho iniziato a provare in studio, la scomparsa di Fabrizio Frizzi è stata un dolore immenso. Con l'aiuto di Carlo Conti – il mio viatico, e ancora lo ringrazio per l'aiuto – sono entrato nella famiglia de L'Eredità, in milioni di case. Abbiamo fatto il quiz in condizioni normali, con lo studio vuoto, con la pandemia, quando c'è stata la guerra, coi mondiali del Qatar e la gente ci ha sempre voluto bene. Dico ancora grazie, è stato bellissimo. Ringrazio per quello che ho avuto e quello che sarà ce lo godremo.

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