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Ferzan Ozpetek: “Facevo sesso con la mia fidanzata e le parlavo di un ragazzo, eravamo più liberi”

Ferzan Ozpetek, in un’intervista rilasciata a Il Corriere della sera, ha parlato del film Nuovo Olimpo con Damiano Gavino e di alcuni aspetti tratti dalle sue esperienze di vita.
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A cura di Daniela Seclì
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Il film Nuovo Olimpo di Ferzan Ozpetek verrà presentato alla Festa del Cinema di Roma. Da mercoledì 1 novembre, poi, sarà disponibile su Netflix. La trama racconta di due venticinquenni che, negli anni '70, si incontrano e si innamorano. Si perdono di vista e si ritrovano 30 anni dopo. Il protagonista, interpretato da Damiano Gavino, è Enea. Nel cast anche Aurora Giovinazzo, nel ruolo di Alice – migliore amica di Enea – e Andrea Di Luigi, nel ruolo di Pietro, il giovane di cui il protagonista si innamorerà.

Ferzan Ozpetek racconta il suo film Nuovo Olimpo

"Credo di aver precorso i tempi. Ho sempre raccontato la vita com'è. Fin dai tempi de Il bagno turco che fece scandalo ma andò benissimo": ha raccontato Ferzan Ozpetek in un'intervista rilasciata a Stefania Ulivi per il Corriere della Sera. Quanto alle scene di sesso tra Enea e Pietro, ha spiegato:

Anche qui con grande naturalezza, e attenzione per gli attori che avevano chiaro che stavano interpretando dei personaggi. Come anche Enea e Alice. Non è una forzatura, io facevo sesso con la mia amica, andavamo al cinema, poi scappavamo a casa, e io le parlavo del ragazzo che avevo incontrato.

Ferzan Ozpetek: "Nel 1978 per tanti versi si era più liberi"

Il regista ritiene che nel 1978 "per tanti versi" ci fosse più libertà: "Era molto più facile conoscere le persone, al bar, al cinema, si organizzavano cene all'ultimo momento, un piatto di pasta al sugo e tu magari portavi una bottiglia di rosé Mateus. Nascevano amicizie. Anche lasciate al caso: non c'erano i telefonini, a volte era impossibile ritrovare qualcuno. Non c'erano i gay bar oppure le chat. Anche i cinema erano luoghi di incontro. Mi piaceva molto perché vedevo il film, poi rimanevo a rivederlo e magari ti poteva capitare di rimorchiare". E ha continuato:

Io all'epoca avevo una fidanzata, appunto, uscivo con lei e le raccontavo del mio incontro con qualche ragazzo. Si mescolavano molto i rapporti, senza preoccuparsi di dare definizioni precise. Allora la vita era così, si sperimentava, si coglieva l'attimo. Non stavi a dire io sono bisessuale. Era una mentalità aperta che poi è cambiata con l'arrivo dell'Hiv, quando si è chiuso tutto.

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