Elettra Lamborghini e il capezzolo strappato dal piercing, Paolo Giausa: “Scotch non igienico, ma può rifarlo”

Ospite di Belve, Elettra Lamborghini ha ripercorso la sua complessa storia con i piercing, raccontando di un incidente che le ha causato una lesione al capezzolo. Dopo che uno dei gioielli è rimasto impigliato in un bracciale strappando il tessuto, infatti, la cantante ha usato dello scotch per chiudere la ferita: una manovra che ha scatenato un'infezione, costringendola alla rimozione definitiva dell'accessorio e lasciandola con un'asimmetria evidente. Abbiamo chiesto un parere tecnico a Paolo Giausa, piercer e volto noto di TikTok e Instagram, per approfondire le dinamiche di questo trauma e la gestione dei 42 fori collezionati dall'ereditiera, tra microdermal e gioielli genitali.
L'incidente al capezzolo e l'errore dello scotch
L'incidente al capezzolo raccontato da Lamborghini nella sua intervista a Belve è un trauma che Giausa definisce comune, ma che spesso viene gestito nel modo sbagliato. "Mettere lo scotch su una ferita vuol dire sigillare al suo interno molti batteri. Non è igienico – spiega l'esperto – In caso di strappo, se la ferita è profonda bisogna andare in ospedale per i punti, altrimenti basta una garza sterile". L'asimmetria lamentata dalla cantante è la conseguenza di una cicatrizzazione non guidata: "Il capezzolo si risana in base alla ferita provocata e può assumere una forma irregolare". Per evitare lacerazioni simili, la tecnica è fondamentale: "Sulla donna si prende soltanto la base del capezzolo, non l'aureola, che serve per l'allattamento. Usiamo uno spessore specifico del gioiello, più grosso, proprio perché c'è meno probabilità che tagli la pelle". Se il danno è ormai fatto, l'unica soluzione è la pazienza: "Dopo due, tre o quattro mesi, se è guarito bene, si può tranquillamente rifare".

I microdermal con diamanti: come funziona la rimozione
Elettra ha anche dichiarato di aver avuto 15 microdermal, molti dei quali incastonati con veri diamanti. Giausa spiega la complessità di questi impianti: "Il dermal, al contrario degli altri piercing, non entra ed esce da un punto. Entra e basta. Si fa un piccolo foro sulla pelle e si inserisce una piastra in titanio". Tuttavia, si tratta di una pratica ad alto rischio: "Ho smesso di farli anni fa perché portano spesso problemi. Essendo effettuati su uno strato di pelle bassissimo, il rigetto è frequente. Basta un urto o un asciugamano impigliato e bisogna incidere la pelle per rimuoverli".

Sulla scelta dell'artista di usare pietre preziose, il piercer precisa: "Il diamante o lo zircone esterno aggiungono solo un valore estetico, ma non cambiano nulla a livello di sicurezza. La base deve essere comunque in titanio, l'unico materiale biocompatibile". La rimozione definitiva, però, lascia quasi sempre il segno: "Rimangono le cicatrici perché è un taglio. In alcuni casi rimane una macchia rossa, in altri una più piccola e bianca, ma il segno resta".
Il piercing con rubino sulla vagina
Nel corso del programma, Lamborghini ha accennato anche alla presenza di un piercing nelle zone intime decorato con un rubino. La procedura prevede che vengano effettuati "sul clitoride o sul monte di Venere", ossia la parte alta delle vagina. Giausa specifica che, sebbene molto richiesti, questi fori richiedono estrema cautela: "Niente è sicuro al 100% quando si inserisce un corpo estraneo. In questo caso, lo sfregamento durante il rapporto sessuale e il contatto continuo aumentano le possibilità di infiammazione e rigetto rispetto a un banale lobo".