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Sylvester Stallone potrebbe fare causa a Brigitte Nielsen per l’intervista a Belve

Brigitte Nielsen a Belve racconta Stallone, le violenze dell’ex marito, la dipendenza dall’alcol e la lite con Madonna. Un’intervista che potrebbe costarle una causa legale.
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Non è una belva, lo dice lei stessa. È una tempesta. E la differenza, guardando la puntata di Belve andata in onda martedì sera su Rai2, si capisce subito: le belve aggrediscono, le tempeste travolgono tutto senza preavviso. Brigitte Nielsen ha fatto esattamente quello, con la calma di chi ha aspettato abbastanza.

"Lui è vecchissimo, io sono matura come un buon vinello"

La prima cosa che Nielsen mette in chiaro è che Sylvester Stallone la stanca. "Lui è vecchissimo, io sono matura come un buon vinello e non voglio parlare sempre di lui. Capisco che in un'intervista con te, lo devo fare. Ma la vita è passata." Questa domenica festeggia ventidue anni con il quarto marito, Mattia Dessi, sposato nel 2006. Il matrimonio con Stallone appartiene a un'altra era geologica della sua biografia. E lo chiarisce ma sa che tocca tornarci per questa intervista.

Nielsen, come venuto fuori dalle anticipazioni, racconta del loro matrimonio — diciannove mesi, poi le valigie — è materiale da causa legale. Lei lo sa: ammette che Stallone potrebbe trascinarla in tribunale anche per questa stessa intervista. Il contratto prematrimoniale le chiude la bocca su molte cose, ma non su tutte.

Quello che riesce a dire è già sufficiente. La prima notte di nozze, dopo la festa con Donna Summer che cantava, si rivela "una tragedia". Stallone era "ossessivo": aveva fatto realizzare statue con il suo volto, un tavolo di cristallo col suo profilo inciso sopra. "Dovevo stare a fare la statua. Era fissato. Uno così ossessivo non sa di avere una malattia."

Poi arriva la frase che ha già fatto il giro del web: "L'uso degli steroidi ha avuto uno strano effetto: più che uno stallone era un coniglio."

Quando Nielsen lascia Stallone, lui non la prende bene. "Non poteva credere di essere stato lasciato." E fa quello che può fare chi ha il potere di farlo: la mette in blacklist a Hollywood. Perde l'agente, smette di lavorare. Fine.

Sylvester Stallone "mi deve delle scuse", ammette pur sapendo che lui non glie farebbe mai "perché dovrebbe ammettere quello che non vuole". 

Arnold Schwarzenegger e gli uomini sbagliati

Arnold Schwarzenegger e Brigitte Nielsen nel 1982.
Arnold Schwarzenegger e Brigitte Nielsen nel 1982.

Di Schwarzenegger, con cui ha avuto una relazione fugace durante le riprese di Yado, dice qualcosa che pochi si aspettavano: "Capisco che lui abbia detto che è stato l'errore più grave della sua vita, perché ha fatto del male a sua moglie. All'epoca lui non voleva sposarla, ma in cuor suo avrebbe voluto. E quindi ha fatto bene poi." Una lettura generosa, quasi distaccata — la stessa prospettiva con cui guarda adesso al flirt: "Non ho smesso di flirtare, ma con intenzione diversa. Come davanti a una vetrina quando faccio shopping. Guardo solo il vestito, ma non entro per provarlo."

Poi la sintesi amara di una vita sentimentale costruita su scelte sbagliate: "Sono stata molto brava a non scegliere gli uomini della mia vita. Ma ho sbagliato a sposarmi troppe volte. Alle donne giovani dico di non fare quello che ho fatto io."

Raoul Meyer e la violenza che non voleva nominare

Raoul Meyer e Brigitte Nielsen.
Raoul Meyer e Brigitte Nielsen.

Nielsen allude a un marito che non vuole nominare — Fagnani suggerisce il nome di Raoul Meyer, svizzero, dodici anni di matrimonio — come all'origine di tutto il malessere che ha segnato i suoi anni peggiori: "Mi ha torturato fisicamente e psicologicamente. Amici non ce n'erano più. Ero rimasta in Svizzera lontana dal mondo. Ha alzato le mani anche contro mia madre."

Non è una confessione facile. Poi si rivolge direttamente alle donne che la guardano: "Quando alzano le mani, dovete scappare. La prima volta è sufficiente per capire chi hai davanti."

La dipendenza da alcool

Dieci anni di dipendenza dall'alcol, gestita in solitaria e nel modo peggiore possibile: "Cercavo di curarmi con un bicchiere o due." Non beveva tutti i giorni — sceglieva un giorno, stava da sola. "Non sono mai andata ubriaca al lavoro." La cosa peggiore, dice, non è stata la foto che la ritrae in un parco di Los Angeles nel 2012, visibilmente alterata. La cosa peggiore è stata il danno ai figli, all'immagine con il marito.

Nel 2003, ingerisce troppe pastiglie di ansiolitici con troppo whisky. Fagnani le chiede se volesse morire. "Volevo pace. Quei dieci anni, è stato un periodo della mia vita dove mi sono detta che non potevo scappare."

Madonna, il Diavolo e Sanremo senza mutandine

L'intervista concede anche spazio all'aneddotica pura. La lite con Madonna in un club: "Mi offendeva, continuava a pestarmi i piedi. Ho preso questa miniatura e l'ho buttata di là." Uno schiaffo a mano aperta, lo ammette: "Non si fa. Ma mi calpestava i piedi e lo faceva apposta."

Poi c'è la casa in cui lei e sua madre sentivano "strane vibrazioni", convinte di aver affrontato il Diavolo tra quelle mura — e che alla fine hanno venduto. E la confessione sul Festival di Sanremo: durante la kermesse usciva sempre senza mutandine. "Mi piaceva il pensiero che tutto poteva essere pericoloso."

Il figlio Killian, il dolore che non racconta

L'unico punto in cui Nielsen si ferma davvero è il rapporto con il figlio Killian, che ha scelto di parlare dei loro problemi in televisione: "È triste dirlo. È una delle cose che preferisco non raccontare." Una ferita che, a differenza di tutto il resto, tiene per sé.

Le voci sulla sua omosessualità

Sulle voci della sua omosessualità: "Mi è dispiaciuto che hanno scritto che sono stata lesbica, perché ha fatto del male a mio padre". Un'altra voce, quella di una proposta indecente da uno sceicco arabo: "Se ci fosse stata per davvero una proposta indecente, avrei detto sì". 

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