Carlo Conti: “La pesca somiglia alla mia vita. So aspettare, anche per Sanremo la prima volta dissi no”

Carlo Conti ormai si gode un momento della sua carriera in cui è uno dei conduttori più amati della televisione, può vantare cinque Festival di Sanremo condotti e, quindi, può dedicarsi a una delle sue più grandi passioni: la pesca, sulla quale ha scritto anche un libro. Il noto volto di Rai1 si racconta partendo da un assunto: "la pesca assomiglia alla mia vita".
Carlo Conti e l'amore per la pesca
Il perché, come racconta al Corriere della Sera, è anche piuttosto intuitivo: "Sono uno che sa aspettare. Che non rincorre mai. Che dà tempo al tempo". La sua carriera, infatti, l'ha costruita passo dopo passo e anche sul palco dell'Ariston ci è arrivato quando ha ritenuto che fosse il momento giusto: "Prima di dire sì alla conduzione di Sanremo, nel 2015, ho saputo aspettare. Sì, mi era stato chiesto qualche anno prima ma avevo detto no: non ero pronto".
Il legame con suo figlio Matteo
Un'altra cosa per la quale non sapeva di essere pronto è la paternità. Lui che la parola "babbo" non l'ha mai potuta dire perché suo padre è morto quando aveva 18 mesi, ora la ripete spessissimo, la mette anche nei titoli dei suoi libri e di suo suo figlio dice:
Matteo è arrivato quando io avevo cinquantadue anni. Mi sono ritrovato a fare il padre senza aver mai conosciuto il mio. Non ho potuto attingere a un modello preciso, cerco di fare il possibile, anche se ogni giorno mi chiedo se sto facendo la cosa giusta.
Come tutti gli adolescenti è in una fase delicata della sua vita: "Risponde a monosillabi, ha le cuffie tutto il giorno". Quello della pesca è diventato un rito collettivo, fatto anche prima della vigilia sanremese, quando Matteo è stato tutta la settimana con i genitori. Ormai, anche il piccolo di casa Conti è stato svezzato e tra gli amici del conduttore, c'è chi asseconda questa passione paterna: "Una delle mie migliori amiche, Maria De Filippi, ha regalato a Matteo una bella cassetta di attrezzi per la pesca".
La foto con Bongiorno, Arbore e Baudo
C'è una foto che ritrae Carlo Conti in compagnia di Renzo Arbore, Pippo Baudo e Mike Bongiorno, nel descriverla il conduttore dichiara:
Dico che potrebbe essere una metafora delle mie tre anime. Quella arboriana, come spalla di comici, poi arriva la versione Bongiorno con i quiz e infine quella baudiana, da cerimoniere delle prime serate e degli appuntamenti classici come Sanremo.
E a questo punto ricorda il suo primo incontro con Baudo: "Lo incontrai negli studi Rai, io ero molto acerbo, lui un mito. Mi abbracciò e poi disse “Mi devo cambiare”, scusami. E si mise in mutande".