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Fiorello contro la vendita del Teatro delle Vittorie: “Un crimine contro la storia dello spettacolo italiano”

Fiorello si schiera contro la vendita del Teatro delle Vittorie e lo definisce “un crimine contro la storia dello spettacolo italiano”. La Rai risponde: “Non più sostenibile”.
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Rosario Fiorello scende in campo per difendere il Teatro delle Vittorie, lo storico tempio del varietà televisivo romano che la Rai ha messo in vendita nell'ambito del suo piano immobiliare. Questa mattina, insieme a Fabrizio Biggio – con cui conduce La Pennicanza su Radio2 – lo showman siciliano ha affisso due cartelli sulle porte dell'edificio, ha girato un video sui social e ha annunciato che la puntata odierna del programma, in onda alle 13.45, partirà proprio da lì.

I cartelli sul portone e l'appello social

I messaggi scritti a mano e appesi al portone d'ingresso del teatro non lasciano spazio a interpretazioni: "Questo teatro non si dovrebbe vendere" e "Questo teatro non è in vendita!". Nel video diffuso sui suoi profili, Fiorello articola la sua posizione con la consueta verve, ma senza ironia stavolta: "Io lo chiamo un crimine contro la storia dello spettacolo italiano. Questo teatro non si dovrebbe vendere e non si dovrebbe neanche pensare di venderlo per quello che si è vissuto là dentro".

L'elenco dei nomi che Fiorello evoca è un catalogo del varietà italiano del Novecento: "Il grande Fantastico di Pippo Baudo, Raffaella Carrà, Mina. Tutti i grandi dello spettacolo italiano sono stati qua dentro". 

Il Teatro delle Vittorie è tra i quindici immobili che la Rai ha inserito nel proprio piano di dismissioni, già deliberato dal precedente Consiglio di amministrazione nel luglio 2022 e confermato da quello attuale. Oltre al teatro romano, il piano include la sede di Corso Sempione a Milano e Palazzo Labia a Venezia.

Nello stesso teatro attualmente si registra Affari Tuoi, che come è noto dal prossimo anno si sposterà proprio a Milano, in virtù della cessione.

La risposta della Rai: "La storia la decliniamo al futuro"

L'azienda ha risposto con una nota ufficiale che non lascia spazio a ripensamenti sul merito della decisione, pur riconoscendo il peso storico dell'edificio. "La messa in vendita del Teatro delle Vittorie rientra negli obiettivi di un piano immobiliare che – unico nella storia Rai – guarda al futuro", si legge nel comunicato.

La Rai elenca le criticità tecniche accumulate nel tempo: costi di gestione eccessivi, obsolescenza della struttura, vincoli impiantistici, problemi di impermeabilizzazione, limitazioni legate alla collocazione all'interno di un condominio. "L'obiettivo della Rai non è, dunque, quello di cancellare la propria storia, ma di declinarla al futuro", precisa la nota aziendale, che cita gli investimenti in corso a Saxa Rubra, la riqualificazione di Viale Mazzini e i lavori in via Teulada.

Al momento la posizione della Rai sembra inamovibile sul piano tecnico-economico. Ma la mobilitazione di Fiorello trasforma la questione da vicenda interna aziendale a dibattito pubblico.

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