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La Rai saluta anche l’Auditorium del Foro Italico, addio allo studio di Carràmba e Ballando con le stelle

Oltre al Teatro delle Vittorie, la Rai saluta un altro pezzo di storia della televisione: l’Auditorium del Foro Italico, sfondo di programmi come Carràmba e Ballando con le stelle.
A cura di Ilaria Costabile
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È periodo di importanti cambiamenti interni per la Rai. Alcune sedi storiche rischiano di essere liquidate, come il Teatro delle Vittorie, altre invece sicuramente non rientreranno più nel patrimonio immobiliare dell'azienda, come l'Auditorium del Foro Italico.

Scaduto il contratto con l'Auditorium, la Rai lascia il Foro Italico

La notizia, in realtà, circolava già da qualche mese, quando è emerso che uno degli storici titoli della Rai avrebbe cambiato location, ovvero Ballando con le stelle. Il programma danzante di Rai1 condotto da Milly Carlucci a partire da ottobre non sarà più girato all'Auditorium del Foro Italico, ma in un'altro teatro di posa. La motivazione, in realtà, è piuttosto semplice: è scaduto il contratto d'affitto che l'azienda aveva stipulato per l'immobile che, ora, torna nuovamente a Sport e Salute. La tv pubblica perde un altro luogo iconico, teatro di programmi che hanno fatto la storia della televisione come Carràmba con Raffaella Carrà, ma anche le manifestazioni di Telethon, oltre che il già citato Ballando; l'Auditorium aveva accolto anche Pollini e Abbado nelle celebrazioni di Beethoven.

La Rai vende immobili in diverse città italiane

Intanto La Rai vende 15 immobili in 7 città italiane: da Palazzo Labia con gli affreschi di Tiepolo a Milano, Roma, Torino. Un piano da 151.000 mq rimasto nell’ombra per quattro anni. Il documento KPMG porta infatti la data di luglio 2022. La delibera del Consiglio di amministrazione RAI che ha approvato il piano è di quell'estate. A distanza di quattro anni, la procedura è ancora in corso, o almeno non ha generato vendite che potessero suscitare l'attenzione mediatica, tanto da avviare un dibattito. La vendita del Teatro delle Vittorie, però, ha sollevato non poche polemiche, c'è voluto un cartello scritto a mano e la voce di Fiorello per far capire all'opinione pubblica che la RAI è arrivata al punto di cedere pezzi materiali della propria storia.

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