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Barbara D’Urso ancora contro Mediaset: “Bloccate trattative in Rai. Su ingerenze De Filippi-Toffanin ho chat e audio”

Barbara D’Urso torna a parlare della causa intentata contro Mediaset. Il suo obiettivo è essere tutelata, salvaguardare la sua dignità di artista e riprendere a fare il suo lavoro. La conduttrice parla delle trattative saltate in Rai, del comportamento dell’azienda milanese e di De Filippi-Toffanin citate negli atti in tribunale.
A cura di Ilaria Costabile
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Barbara D'Urso torna a parlare della causa contro Mediaset. A distanza di tre anni dall'addio forzato all'emittente, la conduttrice racconta cosa l'ha spinta a ricorrere alle vie legali contro l'azienda che è stata casa sua per sedici anni. L'obiettivo è tutelare i suoi diritti e ritornare, quanto prima, da quel pubblico che le è stato sottratto senza che lei potesse salutarlo come avrebbe voluto, rendendo noti alcuni dettagli che finora non erano emersi.

La "cacciata" da Mediaset e il blocco delle trattative in Rai

Intervistata da La Stampa, Barbara D'Urso risponde in maniera puntuale alle domande che ruotano attorno alla sua "cacciata" da Mediaset, avvenuta in maniera repentina e improvvisa. La conduttrice, ancora una volta, ribadisce di non essere mai stata messa al corrente di questa decisione da parte dell'azienda e aggiunge:

Non è stata una mia decisione e, per giunta, mi è stata comunicata da terze persone: da allora non ho mai ricevuto una spiegazione né un solo messaggio da nessuno. Mi è stato poi riferito che esisteva il divieto assoluto di avere contatti con me: un trattamento che solitamente si riserva ai vili traditori. E ovviamente ho le prove. Ho capito che non era giusto trascurare ancora questioni che avevo deciso di accantonare solo per il bene di quel rapporto.

D'Urso, però, è ben consapevole di dover calibrare le informazioni: "Parlerò, ma sarà in tribunale davanti ai giudici, che è la sede opportuna per spiegare tutto". Arriva poi la conferma di quelle che, dal suo addio a Mediaset, erano voci su un suo possibile ingresso in Rai: "Per più di una volta ed esattamente tre, stavo per condurre una trasmissione in prime time in Rai: ci sono state numerose riunioni con i vertici dell’azienda e il responsabile dell’intrattenimento di una grossa casa di produzione" e ancora: "In questi tra noi mi erano stati prospettati due progetti editorialmente in linea con l’azienda, sui quali abbiamo lavorato tanto, e improvvisamente sparivano tutti". 

Barbara D’Urso a Ballando con le stelle
Barbara D’Urso a Ballando con le stelle

I soldi guadagnati e l'obiettivo di tutelare i propri diritti

Altro tema particolarmente caldo della questione è relativo ai soldi. Negli anni in cui ha lavorato con l'azienda di Cologno Monzese si è detto che abbia superato i 35 milioni di euro, da lei smentita con tanto di precisazione: "Qualunque sia la cifra da me guadagnata in 16 anni di lavoro in esclusiva, che non è quella, facendo quattro trasmissioni contemporaneamente, Mediaset e Publitalia, dal mio lavoro, hanno guadagnato enormemente di più". D'Urso si dice "irritata" perché in questi anni è sembrato che il suo fosse un interesse legato solo ai soldi: "Io ora voglio solo tutelare i miei diritti, tutelo i miei diritti come lavoratrice e come artista che non è stata rispettata". E a proposito del rispetto che avrebbe meritato, commenta anche la questione del famoso post ingiurioso pubblicato per errore sulle pagine social Mediaset: "Nessuno mi ha mai chiesto scusa, neanche privatamente. Il post era lesivo e inaccettabile per la mia dignità di madre, donna e artista". 

Barbara D'Urso commenta le affermazioni Mediaset sulla "chiusura di un ciclo"

Alla domanda su chi, secondo lei, avesse voluto allontanarla da Mediaset, ipotizza: "Forse qualche vendetta personale nell’ambiente? E per cosa poi? E comunque il pubblico è attento e si sarà fatto una sua opinione". Nel frattempo, l'azienda è corsa ai ripari e ha più volte sostenuto che il contratto della conduttrice era in scadenza, in fase di revisione e che si trattava della chiusura di un ciclo e null'altro. Ma Barbara non è d'accordo con questa versione dei fatti e facendo un'analisi sul suo modo di fare tv, poi, non esclude la possibilità di aver potuto fare degli errori di valutazione:

Se si fosse chiuso un ciclo sarebbe stato chiuso anche Pomeriggio 5, programma ideato e scritto da me con altri autori e giornalisti di Videonews. Ma il programma è proseguito pressoché identico per altre due stagioni, è stata cambiata la conduzione a settembre, senza un vero cambio editoriale. Non sarei sincera a dire che non ho fatto errori ma non mi sono mai comportata in modo scorretto. Ho sempre e unicamente fatto ciò che mi è stato chiesto, ho sempre condiviso qualunque scelta e decisione con i vertici aziendali.

E a questo proposito è sicura di poter recuperare i suoi telespettatori, anche con un nuovo modo di approcciarsi a loro: "Negli anni ho lavorato per adattarmi ai cambiamenti del pubblico e ho plasmato il mio modo di fare tv alle sue esigenze in evoluzione" e ribadisce: "Prima o poi sono sicura che ritroverò il mio pubblico, lì dove è sempre stato, quando tonerò in video". 

Il nodo Maria De Filippi – Silvia Toffanin

Si tocca anche il nodo Maria De Filippi-Silvia Toffanin, citate negli atti presentati in tribunale. Secondo la conduttrice, nelle sue trasmissioni era fatto divieto di poter parlare di personaggi provenienti dal mondo De Filippi. D'Urso parla con chiarezza: "Quelli di cui parliamo sono fatti che ho vissuto in prima persona, e che molti altri, tra produttori, autori e ospiti dei miei programmi hanno vissuto con me: li confermeranno quando saranno sentiti in Tribunale". Con le due ex colleghe, da quando ha lasciato Cologno Monzese, non ha avuto più nessun contatto.

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