Stefania Nobile dopo il premio in Campidoglio: “Davide Lacerenza ha vinto sulla cocaina”
Stefania Nobile riavvolge il nastro fino alle 3.15 di una notte di marzo. Lo fa a pochi giorni dal P.I.C. – Premio Internazionale della Cultura, ricevuto con la madre Wanna Marchi il 23 settembre nella Sala della Protomoteca del Campidoglio per il libro Vendere… cara la pelle, in cui ricostruisce la propria storia. Per lei è stata una giornata da ricordare. Fuori da quella sala è diventata un caso che ha coinvolto consiglieri capitolini e una senatrice. La figlia di Wanna Marchi, però, usa quel riconoscimento come il punto d'arrivo di una risalita che, a suo dire, nemmeno lei riusciva a immaginare: "Ci sono stati episodi belli che sono entrati a far parte della mia vita, in quel periodo tutto potevo immaginare tranne che sarei tornata a vivere e respirare, ricevere premi".
"Il segreto è vincere": la versione di Stefania Nobile
Il periodo a cui si riferisce è quello dell'inchiesta sulla Gintoneria di Milano, il locale di Davide Lacerenza. Nobile lo descrive come un pozzo in cui è stata spinta: "Perché anche io sono stata trascinata in quel fango schifoso della prostituzione e dello spaccio". Poi formula domanda e risposta, una dietro l'altra: "Come faccio a rialzarmi ogni volta? Il segreto è vincere. E io ho vinto avendo Davide che ha vinto la sua battaglia contro la cocaina a dispetto di tutto e tutti".
Stefania Nobile torna quindi alla notte del 4 marzo 2025, quella dell'arresto: "Vorrei tornare a quella notte del 4 marzo 2025, suona il campanello, erano le 3.15-3.20, io immediatamente collego il campanello a qualcosa che è successo a Davide". Al videocitofono vede molte persone. Le dicono che se non apre saranno costrette a forzare la porta. Lei chiede notizie di Lacerenza e nessuno le risponde. Si infila qualcosa addosso e va ad aprire: "Apro e intuisco che sono lì per arrestarmi. Il mio pensiero è sempre rivolto a Davide, non penso ad altro. Nella mia testa Davide è morto, ha avuto qualcosa, nella mia testa c'era questo".
Le prendono i telefoni e le concedono una sola chiamata. Lei compone il numero del suo avvocato, "il mio unico vero amico di tutta la cerchia che avevo", che risponde subito e la rassicura: "Stefi, stai tranquilla, mi metto in macchina e arrivo".
Cosa è emerso dall'inchiesta sulla Gintoneria
Per chi si fosse perso le puntate precedenti di questa storia, l'inchiesta della Procura di Milano, coordinata dalla pm Francesca Crupi e condotta dalla Guardia di Finanza, si concentrava sulla Gintoneria di Davide e sul privé La Malmaison. Secondo l'accusa, attorno ai due locali girava un sistema di escort e cocaina, con pagamenti fatti passare per bonifici con causale champagne. Le contestazioni a carico di Nobile riguardavano la prostituzione, mentre lo spaccio era addebitato a Lacerenza.
A ottobre 2025 la gip Marta Pollicino ha accolto il patteggiamento concordato con la Procura: tre anni per Nobile, quattro anni e otto mesi per Lacerenza. In quei giorni la difesa, affidata all'avvocato Liborio Cataliotti, aveva spiegato che lei avrebbe svolto lavori di pubblica utilità alla Protezione civile di Bresso, alle porte di Milano, mentre per lui sarebbe stato chiesto l'affidamento in prova ai servizi sociali. Per Nobile non si trattava del primo conto con la giustizia. Nel processo sulle televendite condotte con la madre era stata condannata a nove anni per associazione per delinquere e truffa, pena che aveva finito di scontare nel 2013.
Il premio in Campidoglio e la reazione della politica
Il P.I.C. non è un premio di Roma Capitale. È un'iniziativa privata, nata da un'idea dell'editore Alessandro Gian Maria Ferri e organizzata da Edizioni Cento, che per la cerimonia ha ottenuto la Protomoteca su richiesta di un consigliere comunale. Nella stessa serata è stata premiata anche Wanna Marchi, per il ricettario La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l'unica misura è l'amore. L'ex regina delle televendite ha festeggiato con un reel in cui ripercorre il salto dalla cella alla sala capitolina, fino alla chiusura: "il Campidoglio non è per tutti".
Online in tanti hanno pensato a una bufala. Poi è arrivata la politica. Il consigliere Dario Nanni, del Gruppo Misto, si è assunto la responsabilità di aver chiesto la sala. Ha spiegato che si tratta di una procedura usata da tempo da maggioranza e opposizione e che non sapeva chi ci fosse tra i premiati. Se lo avesse saputo, ha precisato, "non avrei mai sostenuto la richiesta di utilizzare la sala". Susanna Donatella Campione, senatrice di FdI che siede in Commissione Cultura a Palazzo Madama, ha espresso sconcerto. Ha chiesto di chiarire come sia stata concessa la Protomoteca e se gli uffici conoscessero in anticipo i nomi delle premiate. Virginia Raggi, già sindaca di Roma e ora consigliera capitolina del M5S, ha scelto l'ironia: "Forse il Campidoglio vuole ridefinire i confini della cultura".
"Grazie vita": il messaggio di Stefania Nobile sui social
Sui social, Nobile ha accompagnato il racconto con un messaggio in cui il premio scompare quasi del tutto e resta solo Lacerenza: "Oggi Davide Lacerenza è vivo, sta benissimo ed ha vinto sulla cocaina, lasciandosi alle spalle quel mondo marcio e malato nel quale senza volerlo si era ritrovato. Grazie vita!". È la chiave con cui chiede di leggere la sua storia: una vittoria privata che coincide con la salvezza di un'altra persona. Che poi alla Promoteca vengano premiate due personaggi discutibili, è un punto che con questo racconto non ha nulla da spartire.