L’assurda storia di Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile premiate in Campidoglio “alla Cultura”

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Wanna Marchi premiata nella Sala Protomoteca del Campidoglio (Foto da Edizioni 100)
Le due televenditrici hanno ricevuto il Premio Internazionale alla Cultura della Edizioni 100 nella sala Protomoteca del Campidoglio. Il consigliere Dario Nanni si assume la responsabilità : “Non sapevo della loro presenza”. Intanto Roma Capitale annuncia cambiamenti nelle modalità di prenotazione.

"Mi assumo personalmente la responsabilità di aver richiesto, in qualità di consigliere comunale, la concessione della Protomoteca", così ha dichiarato in una nota Dario Nanni, consigliere del Gruppo Misto in Assemblea Capitolina, a proposito dell'evento in cui è stato assegnato un premio alla cultura a Wanna Marchi e a sua figlia Stefania Nobile. Lo scorso 23 settembre le due televenditrici, condannate in via definitiva per truffa e bancarotta fraudolenta, sono state onorate nell'ambito del ‘Premio Internazionale della Cultura' organizzato dalla casa editrice Edizioni 100 nella sala più prestigiosa del Campidoglio. Un accostamento che ha scatenato varie polemiche e che ha spinto Roma Capitale ad annunciare un cambiamento nelle modalità con cui vengono concesse le sale.

Il consigliere che ha richiesto la sala: "Non sapevo della loro presenza"

A prenotare la location è stato Dario Nanni, ex esponente del Partito Democratico poi eletto con la Lista Calenda. "È una procedura spesso utilizzata nel tempo dai consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione – ha dichiarato Nanni -. Ovviamente non ero assolutamente a conoscenza della presenza di Wanna Marchi e Stefania Nobile tra le persone premiate. Se lo avessi saputo, chiaramente, non avrei mai sostenuto la richiesta di utilizzare la sala". Il consigliere si è anche dispiaciuto "per l'imbarazzo arrecato a Roma Capitale", un'istituzione di cui si sente "profondamente orgoglioso di far parte da più di quindici anni".

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L'evento organizzato dalla casa editrice

Le foto del duo, che fra gli anni Novanta e i primi Duemila ha truffato migliaia di italiani vendendo loro numeri fortunati e riti contro il malocchio, nella sala dove sono state allestite le camere ardenti di alcuni fra le personalità più rilevanti della cultura e della politica italiana (ultima Emma Bonino) hanno suscitato scandalo. L'evento è stato organizzato dalla Edizioni 100, casa editrice di proprietà dell'imprenditore Alessandro Gian Maria Ferri che consente a tutti di pubblicare il proprio libro.

"Pur trattandosi di un'iniziativa privata e non di un premio conferito da Roma Capitale, è difficile comprendere come una sede istituzionale di tale prestigio abbia potuto fare da cornice a una simile premiazione", ha dichiarato la senatrice di Fratelli d'Italia Susanna Donatella Campione, componente della Commissione Cultura del Senato. "Alla luce della nota vicenda giudiziaria che ha coinvolto Marchi e Nobile, l'accostamento a un riconoscimento denominato ‘Premio Internazionale della Cultura' desta sconcerto". Il mea culpa di Nanni ha chiarito come sia stato possibile, ma la consigliera del Movimento 5 Stelle Virginia Raggi punta il dito contro Roberto Gualtieri: "Che l'amministrazione non sapesse chi e cosa sarebbe stato celebrato nella sala delle Protomoteca, la più prestigiosa del Campidoglio, appare davvero surreale visto che la concessione delle sale per eventi è soggetta a una verifica rigorosa a partire dall'identificazione degli organizzatori, la descrizione dell'evento medesimo, l'elenco degli invitati e quant'altro".

Stefania Nobile: "Noi siamo cultura, non Pirandello o Michelangelo"

E nel polverone della polemica non poteva mancare il commento proprio di Stefania Nobile attraverso un video sulla sua pagina Instagram. "Quanto vi ha fatto rosicare", dice Nobile rivolta alla stampa che ha scritto del premio ricevuto da lei e dalla madre. "È polemica perché sarebbe piaciuto a voi? Non siete stati invitati?". Poi la difesa sul perché il Premio Internazionale della Cultura di Edizione 100 sia andato proprio a loro: "Magari per molti di voi la cultura è Pirandello o Michelangelo, ma non è così", si azzarda prima di recitare una definizione generica del termine ‘cultura'.

Poi due anticipazioni staremo a vedere quanto fondate. La prima riguardo alla docu-serie di Netflix sulla loro ascesa e caduta, "preparatevi perché non è finita lì", la seconda che assomiglia più a una minaccia: "Potremmo arrivare davanti a un abito bianco, non quello delle spose, sempre qui a Roma". Un loro ricevimento in Vaticano sarebbe sicuramente una notizia. "Ogni cosa bella avvenuta nella nostra vita è stato il periodo in cui hanno venduto farmaci antibruciore", ha aggiunto. "E sapete cosa vi dico? Grazie. Chi odia ingrassa, chi viene odiato dimagrisce". Un ottimo slogan per una televendita.

Roma Capitale: "Saranno cambiate le modalità per le richieste delle sale"

Fatto sta che l'imbarazzo in Campidoglio è stato tanto e Roma Capitale ha annunciato che "avvierà una revisione delle modalità di istruttoria delle richieste per l'utilizzo delle sale capitoline, con l'obiettivo di rafforzare le procedure di verifica preventiva sulle iniziative ospitate e sui soggetti coinvolti, acquisendo in tempi congrui per le opportune valutazioni i programmi definitivi degli eventi e dei singoli partecipanti al fine dell'autorizzazione", si legge in una nota. "L'Amministrazione Capitolina valuterà, per questo, l'adozione di specifiche linee guida e, qualora necessario, eventuali modifiche alla disciplina regolamentare vigente, così da definire criteri e procedure ancora più chiari e rigorosi per la concessione degli spazi istituzionali di Roma Capitale. L'obiettivo – conclude la nota – è garantire che l'utilizzo di luoghi di particolare valore istituzionale e simbolico avvenga sempre nel pieno rispetto del prestigio, del ruolo e dei valori dell'Amministrazione Capitolina".

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