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Fentanyl rubato all’Ospedale Israelitico di Roma, indagati due custodi: si cerca il destinatario delle 80 fiale

Due custodi sono indagati dalla procura di Roma per la sparizione di 80 fiale dell’oppioide fentanyl dalla farmacia dell’Ospedale Israelitico. Gli investigatori seguono la pista della medicina clandestina.
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Emergono nuovi elementi sul furto delle ottanta fiale di fentanyl dall’ospedale Israelitico di Roma. Due custodi della struttura sarebbero indagati per la scomparsa del farmaco, avvenuta nel mese di giugno. Sulla cassaforte che conteneva il medicinale non c'erano segni di scasso e da subito si era diffusa l'ipotesi che il ladro sarebbe stato in possesso delle chiavi. La procura, però, non sta cercando soltanto chi abbia materialmente aperto l’armadio blindato: gli investigatori vogliono capire soprattutto chi abbia richiesto quel quantitativo e a quale circuito fosse destinato.

A riportarlo e La Repubblica, che dà ulteriori dettagli sull’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal pubblico ministero Mario Dovinola. L’ipotesi al momento ritenuta più concreta dai carabinieri del Nas e dal Nucleo investigativo di via In Selci porterebbe al mondo della medicina clandestina. Il fentanyl potrebbe essere stato destinato a studi abusivi, ambulatori irregolari o persone prive delle necessarie abilitazioni, più che alle normali piazze di spaccio. Il sospetto è che il colpo sia stato commissionato da qualcuno che conosceva bene l’ospedale, sapeva dove si trovavano le fiale e come raggiungerle.

A rendere possibile il furto potrebbe aver contribuito anche un sistema di sicurezza tutt’altro che insuperabile. Le verifiche ordinate dal ministero della Salute, insieme a Regione Lazio, Asl e Nas, hanno accertato che le chiavi dell’armadio blindato non erano custodite nella farmacia. Si trovavano in una stanza vicina: erano nascoste, ma potevano essere raggiunte da chi aveva accesso a quell’area.

Il furto sarebbe avvenuto tra l’11 giugno, giorno dell’ultimo controllo delle scorte, e il 23 giugno, quando il personale della farmacia si è accorto che mancavano alcune confezioni. Il primo conteggio aveva fatto emergere la scomparsa di sessanta fiale di Fentatest, medicinale a base di fentanyl. Ventiquattro ore dopo il numero era salito a ottanta. Per la procura non ci sarebbero stati due furti diversi: la differenza sarebbe dovuta a un errore nella prima verifica delle giacenze.

Il fentanyl è un potente oppioide sintetico utilizzato anche come anestetico ed è fino a cento volte più forte della morfina e cinquanta più forte dell'eroina. Per questo la sua conservazione è regolata da procedure rigide e ogni fiala deve essere registrata e tracciata.

Negli ultimi anni è diventato un problema di salute e ordine pubblico soprattutto negli Stati Uniti, dove ha iniziato a soppiantare proprio l'eroina nei mercati della droga a partire dalla prima metà degli anni 2010. Secondo uno studio dell'Università della California pubblicata sulla rivista ‘Addiction' nel 2023, i morti da fentanyl negli Usa si sono moltiplicati di oltre 50 volte tra il 2010 e il 2021. Anche per questo la notizia della sparizione aveva diffuso "forte allarme" a Palazzo Chigi.

Ora gli accertamenti si concentrano sui movimenti all’interno dell’ospedale, sulle persone che potevano entrare nei locali vicini alla farmacia e sugli eventuali contatti dei due indagati. L’obiettivo è ricostruire l’intera catena: dal prelievo delle fiale fino al possibile acquirente finale.

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